>>12967È stato fatto fuori il
mercenario Pineschi — in inglese fa più figo:
"contractor", cioè uno che c'ha un
contratto, cioè è pagato per combattere.
Infatti se ci chiediamo cosa cazzo ci facesse un italiano in zona di conflitto bellico fra due paesi che non sono né della NATO, né dell'UE… l'unica spiegazione è che era pagato e che era abbastanza temerario da voler a tutti i costi rischiare la pelle.
Temerario, cioè che agisce irrazionalmente.
Pagato, evidentemente, da chi appoggia gli ucrainazisti.
Il bello è che la Farnesina e la magistratura sanno bene quanti e quali italioti stanno combattendo lì. Ma tacciono. Tacciono perché stanno combattendo illegalmente (contro le leggi italiane, contro la Costituzione): la loro presenza, lì, significa infangare la posizione dell'Italia di fronte ad un conflitto che non ci riguardava.
Condoglianze alla famiglia del Pineschi: dopotutto si sa che ognuno è responsabile delle sue azioni, e perciò se per quattro spiccetti ti fai ammazzare come un cane in un conflitto che non riguardava né te né l'Italia né la NATO, è solo colpa tua. Il fronte non è Disneyland dove fai il tirassegno col fuciletto di plastica mentre indossi le orecchie di Topolino.
Onore, dunque, ai soldati russi, al Donbass liberato, alla Crimea finalmente restituita alla Russia.
Ma sì, ripensateci un attimo: andare a crepare al fronte, stando dalla parte degli sconfitti proprio adesso che sono stati pressoché completamente annientati, un paese devastato e svuotato, un'economia che richiederà molti decenni prima di ripartire, un debito pubblico che richiederà molte generazioni prima di venir ripagato…
E tutto questo sfacelo perché un coglione cocainomane, schiavo di potentati stranieri antirussi, ha accettato di usare il suo popolo come carne da cannone, pur sapendo benissimo che contro la Russia non si poteva vincere.