>>217246Anni addietro cazziai un bimberchio capriccioso.
Prontamente intervenne la mammetta a diluviargli addosso ogni sorta di giustificazioni ed elogi. Il bimberchio crebbe spettacolarmente viziato.
Oggi il bimberchio c'ha diciott'anni e gravi problemi psicologici. Ha spaccato tutto in casa, non va a scuola da tempo immemorabile, si alza alle 17, si sdoccia (consumando 80 litri di acqua calda e un intero bottiglione di docciashampoo), lascia il bagno che è una palude, mangia un panino (che deve rigorosamente essere comprato dal pub di fiducia altrimenti scatena un casino), e dalle 19 alle 8 del mattino successivo cazzeggia online (videogiochi, discord, e sospetto pure i chan).
La famiglia (disastratissima) non ha fatto altro che assecondarlo. Probabilmente non ha mai avuto sberle, o forse ne ha avuta una da un compagnetto di classe arcistufo, e pertanto ha deciso di abbandonare la scuola. Diversi terapisti hanno issato bandiera bianca. Epperò trova sempre il panino, trova sempre biscottame e sfizi, trova sempre il bagno pulito e libero e la bottigliona di docciashampoo. È uscito di casa per 5 minuti totali negli ultimi anni.
Insomma, educare richiede anzitutto di veicolare messaggi comprensibili.
Quando il destinatario si rifiuta di accettare messaggi civili, occorre il salutare e infallibile cappotto di legnate.
>m-muh viulenza!!Bro, se si è giunti al punto che il soggetto si rifiuta di capire qualsiasi messaggio, occorre semplicemente un messaggio che non può non capire: un cappotto di legnate, abbondante, generoso, interminabile, e con la promessa che ne avrà uno ancora più massiccio non appena smetterà di di rigare dritto. "Quanno ce vò, ce vò".
>m-ma è una skonfytta educatyva!!Post troppo lungo, premi qui per vedere tutto il testo.