Il prezzo del jet fuel è quasi raddoppiato. Lufthansa ha cancellato ventimila voli. E un biglietto Bergamo-Madrid è passato da 244 a 72 euro.
Tre dati. Uno solo dovrebbe esistere.
Il cherosene è salito da 800 a 1.500 dollari a tonnellata. Più 84% in poche settimane. Lo Stretto di Hormuz è chiuso da mesi. A maggio sono saltati dodicimila voli in Europa, la Commissione europea ha attivato un piano d’emergenza, Lufthansa annuncia tagli per ventimila collegamenti da qui a ottobre.
In teoria dovresti trovare un volo per Lisbona a quattrocento euro e ringraziare se non te lo cancellano.
In pratica una Roma-Lisbona oggi costa 81. La Torino-Palermo è scesa da 120 a 66. Il taglio medio sulle tratte italiane è del 40%. Il caso estremo resta quella Bergamo-Madrid passata da 244 a 72 euro. Meno 70% in piena crisi del carburante.
Sembra un regalo del mercato. Lo prendi e parti.
Se ti fermi un secondo a leggere quello che dicono i numeri uno delle compagnie, però, la storia non sta in piedi.
Michael O’Leary di Ryanair e il vertice di Wizz Air da settimane ripetono la stessa identica frase ai giornali europei: “Comprate i voli subito, perché il prezzo dei biglietti è destinato a salire ancora di più”. EasyJet e Vueling hanno lanciato “estate sicura” e invitano a “prenotare senza pensieri”. Tutti, contemporaneamente, ti gridano la stessa cosa.
Solo che il mercato non si muove. Anzi, si è inceppato.
E più i top manager si sgolano, più i prezzi scendono.
Andrew Lobbenberg di Barclays, in una nota agli investitori, ha definito quello che sta succedendo tra compagnie aeree e consumatori europei un “confidence game”. Una partita di fiducia. Tradotto in italiano da bar: chi crolla prima.
Il pubblico aspetta. L’algoritmo taglia. Il CEO grida che è una follia non comprare adesso. E il pubblico, leggendo il comunicato, aspetta ancora di più.
Solo che questa volta i CEO potrebbero avere ragione.
Le coperture finanziarie che oggi reggono il prezzo di un volo sono basate su contratti firmati nel 2025 a prezzi pre-crisi. O’Leary ha rivelato al Corriere che l’hedging di Ryanair arriva a fine giugno. Wizz Air aveva trovato fornitori alternativi prima ancora che Hormuz si chiudesse. Il biglietto che oggi prenoti a 72 euro è uno specchio che riflette il cherosene di sei mesi fa. Quando le coperture finiranno, il prezzo reale rientrerà nei biglietti con gli interessi.
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