>>234677Ci ho pensato bene e ho capito che siete in grande errore. Infatti:
1) le cose
esistono (materiali e immateriali), e sono davvero troppe (infatti la scienza "sa di non sapere") → chi e perché le ha poste in essere?
2) ordinariamente distinguiamo tra cose
buone (materiali e immateriali) e cose
cattive, e anche dell'uso cattivo di cose buone → quando e come abbiamo acquisito la capacità di distinguere il bene dal male? e perché ci riesce solo l'uomo e non le bestie?
3) come e perché la vita umana sembra incompleta o insoddisfacente anche se avesse avuto a disposizione enormi ricchezze e piaceri?
Corollario del punto 1: l'ateo, agnostico, ecc., è solo uno che
per comodità temporanea rifiuta capricciosamente di capire.
Corollario del punto 2: l'uomo diventa una bestia proporzionalmente al non saper/voler distinguere fra il bene e il male.
Corollario del punto 3: ricchezze e piaceri sono
distrazioni. Ciò che distrae non può portare alla felicità, perché la vita è breve (a ottant'anni, se sei ancora vivo, sei poco più che un relitto abbandonato).
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