>>224167Ho letto che Steve Jobs è stato invitato a parlare a dei ragazzi di una media superiore, è arrivato con il suo elicottero, aveva 11 punti scritti su un foglio che ha letto in 8 minuti, tutte cose non banali e sensate, alla fine è stato applaudito per 10 minuti senza interruzione, è risalito sul suo elicottero e se ne è andato.
Ora mi chiedo: se le stesse identiche cose fossero state dette alle stesse persone, da uno dei loro insegnanti, oppure da un venditore di frutta arrivato con l'Ape 50, avrebbero sortito lo stesso effetto? I ragazzi avrebbero applaudito o si sarebbero distratti o magari avrebbero sghignazzato sotto i baffi?
Riusciamo a dare attenzione, ad accogliere la verità dell'altro, quando ci tocca, quando ci permette di comprendere di mettere a fuoco una realtà che ci sfugge, oppure compriamo solo cose firmate, ci nutriamo solo di slogan, di icone, di provenienza certificata?
L'autorevolezza, la conoscenza di chi ha dimostrato di sapere fare grandi cose è gran bella cosa, ma se non siamo più capaci di riconoscere l'essenza di un pensiero a prescindere da chi ce lo offre, se non siamo più capaci di vedere la bellezza nell'arte a prescindere da chi sia l'artista, vuol dire che anziché fare macchine che assomiglino sempre di più all'uomo, abbiamo fatto uomini che assomigliano sempre di più alle macchine.