>>212380>>212386Tecnicamente i preti non fanno "voto di castità" ma solo "promessa di celibato". Cioè, con dispensa del Papa, un prete potrebbe sposarsi. Tale dispensa è concessa in casi rarissimi. Il problema è che a norma del Diritto Canonico, prima di celebrare Messa deve astenersi per tre giorni dal trombare. E dato che i preti solitamente sono tenuti a celebrare ogni giorno…
Ci sono poi casi di preti un po' sporcacciosi e zuzzurelloni, sia etero che finocchi. Alcuni di tali etero, a furia di fare zin-zin, mettono incinta qualche parrocchiana ("è successo accidentalmente!", sì, o' cazz'), e in tal caso vengono spretati (qualcuno riesce a scansarsi la punizione, ma nel 99% dei casi sono fottuti: "l'hai ingravidata e ora te la devi sposare, perché il bimbo una normale famiglia dovrà pur averla").
Il bello è che certe parrocchiane sanno benissimo tutto questo, e quindi si autoconvincono: "se lascia il sacerdozio significa che mi ama!", e dunque per fargli lasciare il sacerdozio basterà restare incinta… (Logica femminile, su cui mi limito a qualche sberleffo senza entrare nel merito).
"Padre", in quanto padre di tutti. "Don" è abbreviazione di "dominus", che significa signore. "Prete" è abbreviazione di "presbìtero", che in greco significa uomo anziano (nel senso di saggezza ancor prima che di età); "sacerdote", dal latino, significa colui che fa cose sacre.