No.239917[Rispondi]
>All'università di Verona gli studenti marocchini erano i più dotati fra gli stranieri, molto più dei palestinesi, troppo religiosi e insopportabilmente prude. È una bella impresa per chiunque coniugare rivoluzione e islam, comunismo e fanatismo religioso. Gli studenti marocchini erano, in questo senso, i più sciolti e realisti. Gli studenti palestinesi, dunque altrettanto arabi, erano invece incastrati nella stessa inconcludente ideologia anti-sionista, autentico sfogo esterno per dimenticare l'inconciliabilità dei loro assunti politici interni. Io gli dicevo che sarebbe stato tanto più comodo sfruttare Israele anziché combatterlo inutilmente, che ci dovrebbe essere un tempo massimo anche per arrampicarsi sugli specchi e che, quando un ideale non funziona e non modifica (dopo decenni - dal 1948, per l'esattezza) la realtà, bisognerebbe passare a un altro ideale che tenga conto, ahilui, della rivoluzione tecnologica subita dalla concezione temporale che ci si fa oggi dei millenni passati. Invano, ovviamente. I marocchini in Italia - ho diviso anche un appartamento con studenti marocchini - hanno un solo anelito, molto giusto: ignorare le loro origini o, quanto meno, ridimensionarle se non gli torna comodo per le loro carriere future; non erano molto disposti a farsi irretire da romanticismi ideologici passati, esattamente come i giovani tedeschi sui trascorsi storici dei loro padri di appena ieri. I marocchini studenti di stanza in Europa e i giovani tedeschi hanno, a differenza dei loro coetanei palestinesi, una concezione più immediata del tempo e della storia, affermano innanzitutto la necessità di essere più individui che espressione ideologica di un popolo: i marocchini perché, coltivandosi, studiando e organizzando ambizioni, riconoscono immediatamente l'inattualità di un presente, i tedeschi perché riconoscono l'invivibilità di un recente passato, e entrambe le gioventù tendono con tutte le forze a liberarsi da ogni nazionale ipoteca sul futuro della quale non sono responsabili. Una vera rivoluzione - positiva - nel mondo arabo si avrebbe se questa concezione consapevolmente astorica del rapporto fra il Tempo e il proprio tempo attecchisse anche fra la gioventù palestinese e, inoltre, medio orientale in generale.
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>>239917>Detto questo e stabilito l'anacronismo degli ideali di liberazione della Palestina da parte dei palestinesi, considero Israele e la fondazione dello Stato d'Israele una perdita patrimoniale immensa per gli ebrei, un puro fallimento - non si dice che quando gli Dei vogliono punirci realizzano i nostri sogni? Gli ebrei erranti e io, invece, ci integriamo in un battibaleno ovunque veniamo a trovarci e non ritorniamo mai a casa perché abbiamo capito che ogni casa è un posto diverso della stessa vacanza che abbiamo dentro di noi. Certo, i nostalgici di una patria ci saranno sempre, ma non c'è come avere, hélas, la possibilità di andare a stare in Paradiso per rendersi conto che si stava definitivamente meglio dove si stava prima. Questo consapevole sradicamento senza più sogni mi sembra strepitoso sul piano della capacità più sottile dell'uomo sapiente di auto-violentarsi con metodica leggerezza se gliene può venire qualche definitivo bene. Le radici uno se le trapianta dentro e come le lumache porta con sé la propria casa. È come fare scorta di terra ideale nei ventricoli del cervello e lasciare a se stessa la terra dove siamo nati e cresciuti perché l'uomo gagliardo e spirituale cresce soltanto altrove. Fondare una nazione in un deserto al confronto mi sembra un cedimento del carattere e della memoria collettiva di una cultura nomade - ma molto speciale ogni volta che arresta la sua carovana da qualche parte - per tradizione. Prima gli ebrei erano perseguitati al pezzo e estemporaneamente, adesso in gruppo e coi computer - e sono arrivati al punto di stravolgere a tal punto la loro natura storicamente espiatoria da diventare dei persecutori, loro, che come perseguitati avevano raggiunto la perfezione delle perfezioni. Lasciare il Talmud per Reagan non è un gran passo avanti nemmeno per delle vittime designate. No.239925 RABBIA!
>muro di testo non formattato in paragrafi
No.239927
Minchia che cazzate scritte da un ricchione amante dei piselli senza prepuzio.
I marocchini sono dei veri subumani (i più dotati tra gli stranieri sono gli iraniani) che intanto hanno assorbito bene la retorica e il vittimismo ebraico, si può dire tranquillamente che siano gli ebrei dei nordafricani
No.239936
>Aldo Busone
No.239963 RABBIA!
>>239925È un unico paragrafo nel libro. La divisione in due paragrafi c'è solo tra il testo in OP e quello qui
>>239924. Scrive così, non è colpa mia.