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 No.208731[Mostra tutto]

Mettiamo le cose in chiaro: il problema della denatalità è di tipo culturale, non economico.
Non è che le donne oggi non possono fare figli; la verità è che le donne oggi NON VOGLIONO fare figli. Questo per due fondamentali ragioni:

1) Sono sessualmente libere - È venuta meno la pressione culturale e sociale a sposarsi dell'epoca presessantottina, e ora sono libere di selezionare il partner come se fossero allo stato di natura. Sappiamo che la biologia femminile porta le donne ad essere molto selettive e di conseguenza ad essere attratte solamente da una porzione ristretta di uomini. Questi certo non possono mettersi a fare figli con tutte quelle che le desiderano, e una donna piuttosto che fare figli con un uomo mediocre preferisce strapparsi le ovaie.
2) Sono economicamente emancipate - Non devono più dipendere dallo stipendio del marito, hanno denaro per divertirsi e prolungare ad oltranza la ricerca del maschio alfa che le ingravidi. È venuta meno quindi anche la pressione (leggasi "necessità") economica a sposarsi, mentre sono aumentate le pretese economiche nei confronti degli uomini. L'aspetto economico quindi, se conta, conta esattamente in senso opposto: le donne non fanno figli per il troppo benessere.

La liberazione sessuale e l'emancipazione femminile hanno distrutto completamente il sistema monogamico precedente. Pensare di risollevare il tasso di natalità senza monogamia è pura utopia.
È inesatto descrivere le donne italiane come angeli del focolare mancati, private della gioia della maternità da un apparato statale inefficiente. Esse oggigiorno sono perlopiù dei recipienti spermatici a disposizione del figo o del potente di turno; delle vere e proprie bambole del sesso buone solo come passatempo.

Siamo una società fortemente edonistica ed opulenta, dove le donne passano gli anni più fertili a imbottirsi di contraccettivi, a saltare da un uccello all'altro, a fare selezione spietata su Tinder, ad andare in Erasmus, a mangiare sushi e a studiare per fare una carriera che le renderà solamente più pretenziose riguardo alla scelta del partner e ridurrà il numero di uomini papabili per mettere su famiglia.
Migliorare la condizione lavorativa femminile non farà fare più figli alle italiane; le porterà invece a fare come molte donne inglesi e americane, che arrivate ad una certa età congelano i propri ovuli perché, poverine, non trovano più uomini di alto livello per una relazione.

A dimostrazione di quanto detto, osserviamo i Paesi scandinavi. Essi rappresentano il sogno bagnato di ogni femminista: sono governati da donne, hanno raggiunto la mitica parità dei sessi (che in verità è ginocrazia, ma vabbè) e hanno un efficiente sistema di welfare che riesce a coniugare la carriera con la maternità. Il risultato? Il loro tasso di natalità, così come quello di tutti i Paesi occidentali, è comunque sotto la soglia di sostituzione ed è superiore a quello italiano solo grazie a tutte le migliaia di iracheni, somali e pakistani importati negli anni. Essi sono così prolifici proprio perché le loro donne-coniglio non sono né sessualmente libere né emancipate.

In conclusione:
Il cambiamento demografico dell'Italia porterà a delle conseguenze disastrose. L'età media aumenterà sempre di più e diventeremo un Paese di vecchi più di quanto lo siamo già; verremo sostituiti etnicamente fino al punto che il nostro Paese (e il resto dell'Europa a seguire) diventerà un'appendice afroasiatica; ma soprattutto, visto che a figliare di più sono i poveri e i ricchissimi, ci sarà una proletarizzazione e polarizzazione della società con relative tensioni sociali, disordine, odio di classe, aumento della disoccupazione ecc.
Smettiamola di prenderci in giro: il nostro modello sociale e culturale è fallito. È in fallimento da decenni. La denatalità è solo il sintomo più evidente.
121 post e 35 risposte con immagini omesso. Premi rispondi per mostrare.

 No.211385

>>211381
Immagina scatenare la terza guerra mondiale per prendere l'Africa per farsi pagare le pensioni dai migranti.

 No.211391 RABBIA!

>>211383
e basta con 'sti insulti ai meridionali, porcoddio, sei un ossessionato, hai rotto il cazzo

 No.211414

>>211375
Russia merda

 No.211677

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 No.211937

Va bene, mi è capitato: sono in interazione con una milanesina.
È una esperienza incredibile. Ha un bel fondoschiena, ma è una situazione umanamente imbarazzante. Anche perché mi ha fatto conoscere un po' l'ambiente. Ora, non dico che "faccialtezza" non contino… dico solo che non vivete a Milano. E probabilmente non conoscete quella specie animale che è la femmina umana milanese. Se non avete denaro, se non avete lo status che deriva dal denaro, per loro nemmeno esistete. Potete essere bellissimi ma se prendete il tram (il mezzo pubblico) siete finiti, siete zero. Siete dei perdenti.

Milano è infestata da donne e ragazze che si ritengono tutte strafighe e che vivono tra un aperitivo e l'altro, tra un sushi e il sushi seguente, subendo solo la concorrenza di altrettanto discutibili Erasmusine provenienti dall'Unione Merdea (spoiler: invece le uniche veramente fighe a Milano sono le modelle slave).
Per tale tipologia umana, per la milanesina, essere POVERI è una colpa imperdonabile. Non esisterete neanche come esseri umani. La milanesina o erasmusina a Milano pretenderà - e con disinvoltura - che voi la portiate ad un "ape" a 50 euro a Brera e a un sushi a 100 euro a testa in Garibaldi. Siccome pagate tutto voi, l'aperitivo vi costa 100 euro e la cena 200 euro. Inoltre, ce la dovete portare in macchina, rigorosamente in macchina.

Quando parlate di "faccialtezza", beh, a Milano vale zero se sei povero. Quando parlate di immigrati poi… gli immigrati sono poveri (in media) e loro li considerano direttamente degli untermensch, dei subumani. Vederle in contatto con un povero rider extracomunitario è uno spettacolo agghiacciante… lo trattano dall'alto in basso come se fosse una formica fastidiosa. È qualcosa che fa rivoltare lo stomaco. Per lei, per tutte le milanesine, gli extracomunitari sono i nuovi schiavi, da trattare come schiavi.
Come dicevo, recentemente sto frequentando una di queste (che ha il fetish dei maturi) e letteralmente non posso MAI proporle di prendere un mezzo pubblico (tra l'altro, a Milano onestamente funzionano abbastanza bene, specie il metro). Sempre in macchina. Candidamente mi ha detto che avrebbe preso un mezzo pubblico magari con una sua amica. Con un uomo no. Un uomo DEVE portarla in macchina, specialmente se più grande di lei, che poi è l'unico tipo di uomo che prende in considerazione (perché ha i soldi).

Sapete come le milanesine tipo questa chiamano il sistema di trasporto pubblico di Milano? LO SPOSTA-POVERI. Ho detto tutto.
C'è un solo, UN SOLO tipo di extracomunitario che loro rispettano e temono, e forse se ne sentono attratte: è quello con la dark-triad potente, il duro, il bullo, il fratello bianco. Anzi il fratello nero - che dentro è un fratello bianco. E ci siamo capiti.

 No.211939

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>>211937
>"ape" a 50
Ce l'ho. SI TROMBA!!!

 No.211941

>>211937
Ma che cazzo stai dicendo, io purtroppo sono di merdano e ste cose che dici non le ho mai viste, qua conta solo il belfaccino e la bellaltezzina molto più che altrove, ma sempre quello conta.

 No.211995

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>>211937

Consider the following:

la femmina, se è carina, ha una tara mentale pazzesca.

Cioè è abituata ad avere tutto gratis dalla vita.
Non studia? Fa la smorfiosetta e scansa l'interrogazione.
Non sa guidare? Fa la smorfiosetta e consegue la patente.
Non sa cucinare? Fa la smorfiosetta ed ESIGE il deliverò giastitto uberizzo eccetera.

E siccome Ammilano™ son tutti simponi che si ammazzano di lavoro per fattoooorare… di conseguenza le femmine milanesi, anche le più racchie, esigono di campar di rendita, di giocare a far le mantenute, di venderti la loro "peculiarità" pur notoriamente già "molto usata".

 No.212013

>>211995
Adesso ti trovi le belline che a 35 anni sono ancora a ballare la salsa e i 35enni che pur di comprarsi l'auto di stile rimangono con zero euro nel conto in banca
>Non sa guidare? Fa la smorfiosetta e consegue la patente.
No aspetta come è possibile? E poi cosa fa, dato che non sa guidare fa degli incidenti in giro per la città?
Conosco tantissime donne ormai prossime ai 40 anni senza patente proprio, neanche la vogliono fare

 No.212175

File: 1767408218747.jpg (397.58 KB, 880x1544, 154708583235.jpg)

Mi ci è voluto un po' per capire che l'INTERESSE che una donna ha verso di te non è la stessa cosa dell'ATTRAZIONE. L'interesse è intellettuale, l'attrazione è biologica. Tu vuoi la seconda.

Il desiderio ardente e genuino nasce dall'attrazione fisica; tutti i tuoi stratagemmi da due soldi per cercare di renderti amabile sono completamente inutili, dato che lei sa già se è attratta entro i 1.5 secondi da quando ha posato lo sguardo su di te.

Se lei è fisicamente attratta da te, sarà anche intellettualmente interessata (effetto alone). Ti troverà più divertente, più figo, più intelligente e più interessante. Il "saperci fare" non conta un cazzo. È tutta questione di estetica.

 No.212212

>>211995
Sembra proprio che, alle medie, una smorfiosetta ti abbia rotto il cuore. Sennò non si spiegano questi tuoi ragionamenti da terrone disabile che non esce di casa dal 2005. Fatti curare. Un abbraccio.

 No.212214

>>212212
Torna a vendere i nudi su onlyfanz, femanom

 No.212228

>>212214
PRIMO VIDEOOOOOOO

 No.212343

Il verginello redpillato:
“È tradizionalista? Sottomissiva e senza tatuaggi? Ha un bodycount inferiore a due? Cosa mette sul tavolo della relazione? Accetterà che sia il maschio alpha dominante?”

Il chad navigato:
“Trovo piacevole la sua presenza?”

 No.212344 RABBIA!

>>212343
>chad interessato alla personalità di quelle che si scopa

posa il fiasco, ritardato

 No.212345

>>212344
Il focus della domanda non è tanto sulla compatibilità caratteriale, quanto sul rapporto costi-benefici prima di instaurare una relazione, anche di brevissima durata, con la ragazza in questione.
La versione più elaborata della domanda sarebbe: "Al netto di tutto, questa tipa rompe così il cazzo che non vale neanche la pena tentare di portarmela a letto?"

Tocca erba, verginello.

 No.212346 RABBIA!

>>212345
La ragazza in questione non si pone la stessa domanda del chad navigato, ma fa le stesse domande del verginello redpillato.

 No.212358

>>212344
Bisogna pur ammettere che il dramma dei Chad è che passati i 35-40 anni di età si accorgono di essere anche loro in tragicomico declino e di non aver ancora combinato niente nella vita, mentre i loro coetanei normulini iscrivono i figli alle medie.

Il Chad™ si trasforma dunque in Bomberone™ e comincia ad assaporare suo malgrado la vita da normulino: due di picche, fatto cilecca, la 9/10 con la (finta) fissa dei vecchietti che però non lo caga più…

ChadBomberone assaggia dunque un principio di depressione, tenta di frequentare i normulini che aveva sempre snobbato (ma li frequenta solo per sentirsi superiore, solo per avere un uditorio per le storie delle sue Memorabili Chiavate™), e una sera dopo la seconda birra (che già sa che passerà una nottataccia per digerirla) vede la notifica del messaggino dell'amichetta divorziata e gli sfugge: "ma che cazzo, mi chiamano solo per una chiacchierata consolatoria? e quando si tratta di chiavare non si fanno mai vive? tocca ancora andare a pago?"

Ebbene sì, il ChadBomberone™ degrada facilmente a puttaniere, e nel giro di 4-5 anni ha dissanguato tutto il suo piano FIRE. Nel frattempo l'azienda in cui brillantemente stava a far carriera continua ad essere in crisi. Ogni volta che viene promosso ad un incarico più importante, c'è sempre qualcun altro che ha avuto la promozione al posto suo.

E fu così che mi ritrovai ChadBomberone™ fra i pazienti del pronto soccorso. Aveva avuto un episodio di natura neurologica piuttosto preoccupante. I tatuaggi che vent'anni fa gridavano gagliardi, ora sono degli sgorbi ingrossati, storti e sbiaditi.

Il destino dei Chad sembra epico quando crepano da giovani, alla James Dean, e si rivela invece tragico se vivono più a lungo.

 No.212359

>>212358
Chad a 35 anni si è già sposato da 10 anni

 No.212361

>>212359
Chad, per definizione, non intende sposarsi. E se proprio ingravida femmine, cazzi loro: Chad non ha altro da pensare che chiavare altre femmine.

 No.212462

File: 1767810773069.mp4 (328.98 KB, 560x996, 10032508532.mp4)

✨ Belli (≥7): ricevono complimenti, match frequenti su Tinder (>15%), appuntamenti facili e vita sessuale regolare. Sono spesso contattati, ricordati e trattati come protagonisti nella vita quotidiana.
⚪ Normaloidi (5–7): match rari (~1%), appuntamenti spesso inconcludenti, vita sessuale limitata. Devono cercare attivamente le opportunità e spesso vengono ignorati o sottovalutati.
🖤 Brutti (≤5): quasi invisibili alle donne, rifiuti bruschi, vita sessuale rara e incontri difficili da ottenere. Spesso vengono percepiti negativamente anche quando sicuri o gentili.
📲 Su Tinder e app simili, l’aspetto conta più di quanto molti pensino: bello = facilità, brutto = difficoltà quasi totale.
💬 L’effetto alone fa sì che la bellezza migliori la percezione di altri tratti, mentre chi è brutto viene sovrastimato negativamente.
💵 Denaro, attenzioni e benefici ricevuti dagli altri sono spesso un metro pratico del proprio livello estetico.

 No.212471

>>212462
in realtà:

✨ Belli (≥9): match frequenti, qualche chiavata, qualche possibilità di fidanzamento
⚪ Normaloidi (≥7): match frequenti ma rarissime chiavate o fidanzamenti
🖤 Brutti (≤6): invisibili, ghosting, rifiuti, incontri solo con le golddiggers che vogliono la cena gratis a costo zero

 No.212617

Per la donna, il sesso non è mai stato un gioco a costo zero. Dentro quell'atto c'è sempre stata la possibilità di una gravidanza, che comporta diverse complicazioni: nove mesi di gestazione, anni di allattamento e accudimento, e un parto che poteva significare la morte. L'uomo, al contrario, può fecondare più donne nello stesso periodo, con un investimento biologico minimo. Una donna può generare uno o due figli alla volta, da un solo uomo.

Stessa specie, costi opposti. E qui nasce la regola: quando il prezzo è così alto, la scelta non può essere indulgente; deve essere spietata.

Da questa asimmetria si è evoluta una strategia riproduttiva femminile molto più selettiva di quella maschile. Non per morale, non per cultura, ma per biologia. Correndo il rischio della gravidanza, la donna è spinta a scegliere con estrema attenzione con chi combinare i propri geni.
Non è un calcolo consapevole. È un algoritmo biologico che lavora sotto la soglia della coscienza.
Il desiderio femminile funziona come un radar. Non cerca "brave persone"; cerca segnali di vantaggio evolutivo. Tratti che, se trasmessi ai figli, aumentano le probabilità di sopravvivenza e successo riproduttivo.
Questo meccanismo ha un nome: ipergamia. Esso si basa su 3 segnali:

1) Bellezza come messaggio di efficienza e salute
2) Stile di vita come indicatore di risorse
3) Status come riprova sociale e capacità di sopravvivenza

——————————————————————-

Il tradimento non ha la stessa valenza tra uomini e donne. Sul piano morale possiamo condannarli entrambi allo stesso modo, ma sotto la superficie - dove agiscono istinto ed evoluzione - si attivano meccanismi profondamente diversi.
La ragione è sempre la stessa: il costo della riproduzione. Per la donna è enorme. Per l'uomo è minimo. E da questa sproporzione nascono due spinte opposte.

Nel maschio, l'evoluzione ha favorito una tendenza poligamica: varietà, opportunità, diffusione dei geni. Il sesso può restare separato dall'emozione. Si può tradire senza legarsi emotivamente e senza spostare la gerarchia affettiva.
Nella donna, invece, si è sviluppata una spinta ipergamica: selezione orientata alla qualità. Perché quando il rischio è alto, l'errore costa caro. Per questo il tradimento femminile funziona in modo diverso.
Per consumarsi davvero, l'amante deve essere percepito come superiore al partner ufficiale - geneticamente, socialmente o simbolicamente. Non è solo un corpo alternativo: è un candidato migliore, e quando questo accade il tradimento fisico porta quasi sempre con sé un tradimento emotivo.
Il compagno ufficiale viene declassato nella gerarchia affettiva; non è più "il migliore disponibile".
Nel tradimento maschile, invece, questo passaggio non è necessario. La compagna ufficiale può restare centrale anche mentre viene tradita. Non c'è bisogno di rimpiazzarla, basta affiancarla.

Dal punto di vista evolutivo, il tradimento femminile è biologicamente più insidioso. L'uomo non rischia di rimanere incinto, la donna sì. Una gravidanza da un altro uomo può portare il partner ufficiale a investire tempo, risorse e protezione in figli che non portano i suoi geni. È per questo che le paure si incrociano ma non coincidono.
Gli uomini temono soprattutto il tradimento fisico: l'incertezza della paternità.
Le donne temono soprattutto il tradimento emotivo: la perdita di attenzioni, risorse e investimento.

 No.212618

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 No.212840

"Eh ma io ho la ragazza"

>Se hai passato la vita a spippettartelo in solitudine e alla soglia dei 30 anni sei riuscito a trovarti una fidanzata, non hai la ragazza.

>Se sai che una volta finita la storia con la tua "ragazza" ti aspettano diversi mesi di seghe (mentre lei in un pomeriggio ha già diversi tipi con cui uscire), non hai la ragazza.
>Se paghi sempre tutto tu, non hai la ragazza.
>Se non hai libertà di movimento, non hai la ragazza.
>Se lei è over 30, non hai la ragazza.
>Se lei ha un curriculum sessuale a doppia cifra, non hai la ragazza.
>Se lei è sub5, non hai la ragazza.
>Se fai sesso 3-4 volte al mese, non hai la ragazza.
>Se sei sempre tu a prendere l'iniziativa, non hai la ragazza
>Se lei si rifiuta di praticare con te attività sessuali che svolgeva senza problemi con altri, non hai la ragazza.
>Se hai ipogamato di 2 punti, non hai la ragazza.
>Se dai a lei molto più di quanto lei dà a te, non hai la ragazza.
>Se lei si espone su Instagram, Tinder e compagnia, se va in disco, se si guarda intorno, non hai la ragazza.
>Ovviamente se ti tradisce con altri, non hai la ragazza

Avere una ragazza significa stare con una tipa che ti piace, che ti rispetta, con la quale hai un rapporto paritario, che ti sei scelto fra altre e che non è l'ultima spiaggia. In tutti gli altri casi si chiama RIPIEGO.

 No.212842 RABBIA!

>>212840
Cernbarbone ridotto a repostare i suoi copypasta per necrobumpare un thread morto in un'imageboard altrettanto morta. Proprio l'emblema del personaggio a cui non frega un cazzo a nessuno.

 No.212850 RABBIA!

File: 1768293221542.png (1.64 MB, 1080x1001, Screenshot_20260112-132729.png)


 No.212987

File: 1768411348746.png (512.7 KB, 612x403, ClipboardImage.png)

La mancanza di validazione femminile per un uomo è pesante a 20 anni, significativa a 30, ridimensionata a 40 e trascurabile a 50.
Con l'invecchiamento, l'uomo trova una propria dimensione e identità completamente affrancata dall'opinione altrui. Ciò risulta più semplice se la dose di validazione che ha ottenuto nella vita non è mai stata tale da creare assuefazione.
A furia di prendere pali, l'uomo perde interesse nell'inseguire le donne e comincia a dedicarsi ad attività più gratificanti. Si tratti di videogiochi, di cucina, di moto sportive o del capanno degli attrezzi poco importa: pian piano impara a convivere con la solitudine e a strutturare uno stile di vita che non preveda una stabile presenza femminile, al punto che dopo anni di abitudine reintegrare una donna nella propria quotidianità diventa quasi un fardello.

Lo stesso, però, non si può dire a parti inverse.
Per una donna che ha trascorso i suoi anni migliori coccolata e vezzeggiata da tutti gli zerbini che aveva intorno, diventa doloroso accettare che questo comportamento non dipendeva tanto da chi era quanto dall'aspetto che aveva.

Non essere mai validati e apprezzati fin da giovani è traumatico, ma perdere rapidamente tutta la validazione che si dava per scontata è ancora più traumatico. Non è un caso se negli Stati Uniti le donne over 40 coprono la maggior parte del mercato mondiale di antidepressivi.
Chi nasce povero si abitua a vivere da povero tutta la vita. Chi nasce ricco e passa buona parte della vita nell'agio per poi finire all'improvviso in disgrazia cade in un abisso di sconforto dal quale poi difficilmente riesce a riprendersi.
Meglio nascere ciechi che diventarlo.

 No.212988

File: 1768411603204.jpg (145.2 KB, 1080x1080, IMG_20260114_182452_133.jpg)


 No.212989

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La moglie di Kakà che ha raccontato di aver lasciato il marito perché «Non mi ha mai tradita, era sempre premuroso con me, davvero troppo perfetto» fa il paio con la tizia che era andata in carcere a sposarsi l'assassino di Willy Monteiro.

Fin da piccoli ci viene insegnato che le donne amano la gentilezza e il romanticismo, ma se da una parte certe qualità servono a creare connessione emotiva, dall'altra spengono l'attrazione quando non sono controbilanciate da una giusta dose di egoismo, dominanza e risolutezza.
Così anche un calciatore dallo status elevatissimo può essere piantato dopo anni di matrimonio, quando in seguito al ritiro perde gran parte della fama e torna ad essere un "normale" marito ricco ma banale.

Le donne sono creature emotive e richiedono una costante stimolazione di emozioni, che non devono essere necessariamente sempre positive. Costanti emozioni positive generano familiarità e sicurezza, e la sicurezza dopo un po' genera noia.
Meglio impegnare la donna in emozioni negative che non impegnarla affatto.
Ancora meglio è alternare emozioni positive e negative, come se il rapporto fosse un giro sulle montagne russe: essere dolci e premurosi, ma anche sfidanti e imprevedibili; fornire stimoli sempre nuovi, diversi e contrastanti, come la gelosia, l'imbarazzo, la paura della perdita, seguiti da rassicurazione, tristezza e felicità, dubbio e certezza.
Tutto va bene, fuorché l'apatia.

 No.213034

File: 1768481900714.png (1.22 MB, 1024x682, ClipboardImage.png)

>>212840
Cernbarone here.

È bello rivedere i copypasta che copiai da Reddit.

 No.213035

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>>212842
>gnuoooo gnuoooo qui negropumpano i thread gnuoooooooooooooooooo

 No.213054

>>213035
ma che bandiera di merda è

 No.213057

una persona non fa statistica, se esistono persone col cervello rotto di sesso maschile non vedo perché lo vedo inconcepibile per l'altro sesso, ragioni come le femmicomuniste

 No.213085

I movimenti femministi hanno dato alle donne un potere che mai hanno avuto prima. Le donne, in Occidente, con i movimenti femministi hanno ottenuto posti riservati (quote rosa) in lavori e impieghi prestigiosi e ben remunerati, borse di studio esclusivamente a loro dedicate, benefits di ogni tipo, parziale esenzione dalle tasse in determinati lavori e contesti. Grazie all'aborto e alla pillola si sono liberate dalla gravidanza e dal parto, con la tecnologia possono ambire a svolgere lavori che, in passato, non avrebbero mai potuto pensare di fare.
Nelle principali nazioni del mondo ci sono sempre più leader donne, le donne sono sempre più in alto e mano a mano che aumenta la sicurezza pubblica, con la ricchezza di cui disponiamo nella nostra epoca, sono sempre più libere di viaggiare, uscire anche da sole.
Non avendo più bisogno del provider per sopravvivere, possono scegliere il partner secondo i propri gusti.

Il femminismo non voleva (e non ha mai voluto) rendere felice (o più felice?) il mondo, ma voleva rendere la vita delle donne migliori, quindi dare più felicità ALLE DONNE.
Il femminismo ha forse messo fine al sogno di qualche uomo, ma ha dato inizio ad un sogno tutto al femminile: il sogno delle donne di sentirsi autosufficienti e capaci di badare a sé stesse.

Invece come se la passano gli uomini? Sì, guardiamo un po' la condizione degli uomini odierna e facciamo un paragone col passato. Un passato dove la povertà e la cooperazione erano ubiquitari, vero. Ma al sacrificio maschile corrispondeva una lode, un plauso, una gratitudine sociale e della società (attenzione a non confonderla con la gratitudine femminile, che è altra cosa).
Nel 2026 come stanno gli uomini?
Con gli stessi obblighi di sacrificio del 1926, sono DERISI, OFFESI, SBEFFEGGIATI, UMILIATI E OLTRAGGIATI continuamente 24 ore su 24 dai media, al lavoro, a scuola. I nostri ragazzi per 13 anni di fila devono subire angherie e offese, camuffate da "studi di genere" di sedicenti psicologhe che di tanto in tanto vanno a far visita loro nelle aule a ricordargli che, in quanto maschi, sono degli imbecilli e deficienti e ovviamente stupratori in quanto uomini. Al lavoro vengono regolarmente scartati, vuoi perché c'è una quota rosa che ha la precedenza, vuoi perché il datore (o datrice) di lavoro preferisce la minigonna della candidata alla camicia di lui.
Finiscono per fare i clochard, di cui - ricordiamolo - OLTRE IL 95% SONO UOMINI, senza tetto né dignità, o nelle miniere in Africa ad estrarre minerali a mani nude già a 8 o 10 anni. O dimenticati da tutto e tutti quando si infortunano gravemente al lavoro, o al lavoro addirittura finiscono per perderci la vita. Oltre il 90% delle vittime e degli infortuni sul lavoro in Italia sono uomini, del resto.

Sempre gli uomini finiscono per essere sbattuti fuori da casa propria e vedono sottrarsi i propri figli, rimasti con la ex moglie che non raramente insegnerà loro ad odiare il padre. Un martellante eco proveniente da media televisivi e social sarà l'humus favorevole perché ciò avvenga. E finiscono per firmare assegni che mandano in fumo metà del loro stipendio, direttamente dalla loro macchina, sotto un ponte, ora la loro nuova dimora.
La "maschilità tossica" probabilmente è anche quella che costringe tanti uomini in quanto uomini a farsi macellare in guerra, come in Russia e Ucraina, o in Israele e Palestina. Ma anche nel mitico Iran tradizionalista dove anche in queste ore gli spari delle guardie del regime hanno ucciso per la stragrande maggioranza uomini. Ironico, visto che secondo i media la protesta riguardava i diritti delle donne.

Quello che amaramente faccio constatare, signori lettori, è che nulla di tutto quanto ho elencato sopra è causato dal femminismo. C'era da ben prima del 1848 (Seneca Falls), del resto.

Nel 2026 stanno ripristinando la leva militare solo per gli uomini, c'è una crisi economica all'orizzonte che contribuirà a far accettare ad una fetta sempre più grande di poveracci (uomini) di fare da carne da cannone, e gli uomini sono sempre più derisi e offesi e con sempre meno diritti. Trattati come bestie, come cento anni fa mandati al macello, ma senza la gratitudine dello scorso secolo ma con il marchio dell'infamia, del "difetto" in quanto "maschi". E moriranno per difendere una società che esalta le donne. Moriranno consci di versare il loro sangue per difendere il futuro delle donne. Non dei propri figli, non della propria famiglia. E in tutto questo le donne se la svignano (vedasi Ucraina), fanno la bella vita con sempre più diritti e poteri. Uomini sacrificati per difendere un potere che li denigra.

Come può anche solo sfiorare il dubbio su chi, tra uomini e donne, stia vivendo un sogno (le donne) e sia più felice di prima (le donne), e su chi è tremendamente, profondamente disorientato e confuso, al punto da continuare a preoccuparsi delle donne quando sta vivendo il periodo più buio della sua esistenza (gli uomini), è un mistero.

E purtroppo per me, questo, non è un mistero.

 No.213087 RABBIA!

>>213085
Aspetta che ce lo leggiamo tutto

 No.213089

>>213087
gli gira bene che non posta più un cazzo di nessuno e qualcuno se lo leggerà per noia

 No.213126

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 No.213130

>>213054
è quella della groenlandia, cretino, mentre quella obesa è la danimarca

 No.213134

cosa ne pensa OP delle donne che praticano sci agonistico?

 No.213138

>>213134
Non sono OP, ma se una donna mi dicesse che pratica sci agonistico io le risponderei: "Ah sci???"

 No.213144

>>213134
Che dovrebbe stare a casa a lavare i piatti e sfaccendare tra i fornelli.

 No.213146

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Quando si parla di relazioni serie come il matrimonio, c'è un aspetto scomodo che bisogna tenere in considerazione: per le femmine il valore del marito è fortemente legato alla sua posizione, al successo e alla capacità di "vincere" nella vita.

Quando un uomo perde il lavoro, non perde solo uno stipendio. Agli occhi della partner perde status, sicurezza e posizione. E questo può innescare una crisi profonda, perché viene meno l’immagine dell'uomo forte, affidabile, "all'altezza".
Questo non è conseguenza del patriarcato, come le femministe vorrebbero farvi credere, ma trattasi della semplice, brutale, natura femminile.
Dal punto di vista psicologico, le femmine fanno molta fatica ad accettare un uomo che attraversa una fase di fallimento, per tre ragioni:
- associano inconsciamente l'amore alla protezione e alla stabilità;
- vivono la caduta del partner come una minaccia alla propria identità e al proprio futuro;
- provano vergogna sociale, confronto con gli altri, paura di "scendere di livello".

Questo discorso vale tanto per il lavoro quanto per altri "inciampi" che possono capitare nella vita, come i problemi di salute (fisica o mentale). In questi casi non viene lasciato l'uomo, ma l'uomo che non vince più. Questa dinamica appare chiara vedendo le statistiche dalle quali si evince come l'80% delle pratiche di divorzio vengono avviate dalle donne.
Il matrimonio per l'uomo è altamente sconveniente perché lo pone in una posizione in cui deve sempre performare, non può avere momenti di debolezza o crisi, perché nel caso in cui dovesse cedere pagherà, e a caro prezzo.

 No.213148

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>>213146
>"meritare di meglio"
È l'ossessione della femmina.

Comunque è del tutto normale, in paesi protestanti, che la gente consideri le relazioni ok solo finché c'è convenienza (almeno economica).

Dunque il problema va risolto alla radice: l'uomo non deve prendersi una donna che pretenda l'uomo vincente, ma una donna genuinamente sottomessa, veramente disposta a stare con lui "finché morte non vi separi, nella salute e nella malattia, nella gioia e nel dolore, nella ricchezza e nella povertà".

In altre parole, dev'esserci da parte di lei una ferrea determinazione a restar fedele. Altrimenti è un mero accordo verbale chiavatorio, azzerabile da lei in qualsiasi momento e rovinandoti la vita.

I fessi ci cascano perché "lei mi piace" (oggi ti piace, ma fra 10 anni lei sarà un rudere asessuato, una strega isterica).

 No.213198

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Vorrei ricordare alle giovani donne che le loro nonne non erano delle poverine vestite di stracci, picchiate dal marito coi baffi.

Le vostre nonne, in gran parte, si sono potute permettere di non lavorare non perché il patriarcato glielo impediva, ma perché i loro mariti guadagnavano abbastanza per mantenere bene sei persone e portarle un mese all'anno in villeggiatura.
Hanno potuto fare due, tre, quattro figli, e lo hanno fatto di gusto, senza preoccuparsi di dover fare le stagiste a 600 euro al mese fino a quarant'anni per illudersi di avere una carriera.
Hanno passato giornate intere a scegliere il colore delle piastrelle e il tessuto delle tende di case di cui voi non potreste permettervi neanche il campanello d'ingresso.
Hanno sfornato teglie di lasagne e inamidato colletti per le persone che amavano, mentre voi passate la vita davanti a uno schermo per arricchire gente che neanche conoscete, e la sera vi tocca ingozzarvi in solitaria di spazzatura ordinata su Glovo.
Insomma, loro hanno avuto una vita degna di tale nome, mentre voi, che mischiate Xanax e vino piangendo davanti a maratone di cagate su Netflix, potete solo sognarvela.

Chissà se un giorno la Cortellesi e la sorella di Calenda faranno un film su questo.

 No.213285

Le donne attraggono perlopiù per la bellezza, che decade nel tempo, mentre gli uomini per lo status, che richiede tempo per essere costruito. Inoltre studi dimostrano che gli uomini invecchiano più lentamente delle donne.
Il picco estetico femminile si raggiunge nell'adolescenza o prima giovinezza, quello maschile nella tarda giovinezza o prima maturità. Quasi tutti gli uomini sono più belli a 30 anni che a 20, mentre nessuna donna trentenne è in grado di competere con la versione ventenne di sé stessa (le varie eccezioni, tipo la donna sovrappeso da una vita che inizia a dimagrire a 30 anni, ovviamente non contano).
Dieci anni di differenza di età fra uomo e donna sono fisiologici, trascurabili.

Una ragazza ventenne che tratta una differenza di età di dieci anni come un ostacolo insormontabile ha scarsa comprensione di come va il mondo e si prepara ad un futuro di dolore e di attriti di coppia nel momento in cui, dieci anni dopo, inizierà a realizzare che il suo fidanzato coetaneo è ancora un ragazzo mentre lei si avvia verso un repentino declino fisico.

L'irremovibile pretesa delle donne occidentali contemporanee di avere un compagno coetaneo o addirittura più giovane è conseguenza del benessere, che ha portato le donne ad essere più ipergamiche e a dare maggior peso all'estetica, che è legata alla giovinezza, rispetto allo status, che invece di norma è proporzionale alla maturità. Ne consegue che l'età non è un criterio assoluto: chi è brutto non sarà mai giovane e chi è ricco sarà giovane tanto quanto le ragazze che frequenta.

 No.213286

>>213285
>t. Epstein

 No.213293

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E tutto ciò porta alla conclusione che è meglio sfanculare le donne e restare tra uomini

 No.213326 RABBIA!

>>213293
Grazie per aver riportato questa foto. Sono anni che la cercavo e era andata persa quando formattai l'hard disc con la cartella di stronzate prese da 4chan negli anni 2000, poi non la ritrovai più ripostata altrove.
Rabbia per non bumpare un filo di merda.

 No.213521

Nella vita, nulla conta tranne vincere o perdere.

Questa è la legge dell'universo, lo è sempre stata e lo sarà sempre. Si tratta di:
- dominare o essere dominati
- mangiare o essere mangiati
- uccidere o essere uccisi

È per questo che i pianeti grandi che si scontrano con quelli più piccoli li distruggono e dominano il loro sistema.
Nel frattempo, molte persone oggi discutono su cosa "sarebbe dovuto" succedere, perché non sarebbe dovuto succedere, se sia stata fatta giustizia o meno, perché è sbagliato, perché qualcosa non era giusta.
Tutto ciò è irrilevante. L'unica domanda che conta è: chi ha vinto e chi ha perso?

Ecco perché "saperci fare meglio" non significa nulla se Chad ti soffia la donna. I tuoi sforzi non significano nulla. Quello che "meritavi" non significava nulla. L'unica cosa che conta è chi ha vinto e chi ha perso. In questa situazione, il Chad ha vinto e tu hai perso. Fine della storia.
Se ti poni domande come «cosa sarebbe dovuto succedere?» o «chi aveva ragione e chi torto?», allora sei già nella mentalità sbagliata. L'unica domanda che devi porti è «ha vinto o ha perso?».

Il motivo per cui la mentalità "vincere o perdere" è importante è perché molte volte nella vita ti troverai in situazioni in cui "meritavi" un vantaggio, ma qualcosa è stato truccato contro di te e l'universo ti ha punito con uno svantaggio. Non importa cosa "sarebbe dovuto" succedere; conta solo ciò che è successo, e se hai perso hai perso. Ecco perché è fondamentale impostare la tua vita in modo da aumentare le possibilità di vincere. Alcuni metodi semplici:
- Non giocare mai a giochi truccati. C'è un motivo se esiste il detto "chi gioca a giochi stupidi, vince premi stupidi"
- Quando puoi scegliere, scegli sempre di essere un pesce grande in un piccolo stagno. Questo è uno dei modi migliori per assicurarti la vittoria

La vita non è un videogioco. Quando puoi scegliere, scegli sempre la modalità facile. Più esperienza accumuli nella vita, più scopri che "vincere o perdere" significa tutto, il resto è fuffa.

Ecco perché se Trump invadesse la Groenlandia, chiunque dicesse «ha sbagliato!», «sta violando il diritto internazionale!» esprimerebbe un'opinione priva di valore. Chi ha ragione e chi ha torto non ha alcun significato. L'universo premia i vincitori, non chi ha ragione.
L'unica cosa che dovrebbe essere presa in considerazione è chi ha vinto e chi ha perso. Quindi, se ciò dovesse accadere:
- Gli Stati Uniti vincono
- La Groenlandia e la Danimarca perdono
- La NATO perde
- La Russia perde
- La Cina perde

Conclusione: vincere o perdere è e sarà sempre la variabile più importante nella vita e in tutte le altre entità dell'universo.



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