No.11570
vai su libgen o anna archive e scaricati testi usati nelle universita' per i corsi di livello undergrad. essendo questo l'internet, ora arriveranno coglioni che ti consiglieranno quei dementi della scuola austriaca di economia, non ascoltarli, la scuola austriaca non e' scientifica, e' superstizione e propaganda politica.
No.11572
Lascerei stare i libri, almeno inizialmente, e proverei a farmi un modello in testa di come funziona l'economia pensando a quali siano gli attori in campo: banche centrali, stati, produzione industriale e consumatori, sia di domanda interna che di commercio estero.
Poi mi farei qualche (un bel po') video di casi di studio tipo starting finance o nova lectio.
Solo a quel punto inizierei dai libri partendo però da scuole di pensiero più vicine possibili all'idea che ti sarai fatto (ad esempio Marx, Keynes e derivati se sei di sinistra o statalista; Von Hayek, Rothbard e derivati se sei di destra o se pensi che l'individualismo sia una scelta migliore del collettivismo).
Tanto, in realtà nessuno ci capisce un cazzo, ognuno si rigira su questioni più che marginali, le baruffe tra economisti sono solo la riedizione della solita lite politica ma con più matematica e per quanto la vogliano stiracchiare e tirar per le lunghe, l'economia si riduce alla semplice questione "Ce li hai i soldi?".
No.11573
>>11570https://www.youtube.com/watch?v=kukKpqd_B2cInvece Marx e Keynes sono scientificissimi e i soldi basta farli cascare dal magico albero del socialismo, no?
No.11574
>>11573ecco il libertario pazzo del foro! la scuola austriaca ancap e' pura superstizione, lo dico per esperienza, ero uno di loro! ti ha mandato direttamente leonardo facco?
ho solo consigliato ad op di leggersi fonti serie accademiche ed evitare di perdere tempo con venditori di snake oil
ripensandoci pero' op, se sei proprio a digiuno di ogni cosa leggiti BENE wikipedia per farti un'idea generale. poi vai di fonti serie accademiche. leggerti bene un libro SERIO introduttivo ti risparmiera' centinaia di ore di video su youtube
No.11575
>>11574>fonti serie accademiche>Che, casualmente, fuori dalla scuola austriaca sono tutti stampatori di soldi del monopoli.'Sta cosa che tu consideri quelli che privilegiano la produzione e il risparmio come fuffaroli mi diverte un bel po'.
Attendo con ansia esempi di "testi accademici". Magari direttamente la Mazzucato.
No.11576
A KEYNESIANO DEMMERDA SMETTILA DI FAR FINTA DI VIVERE IN UN MONDO CON INFINITE RISORSE E VEDI DI LAVORARE
No.11578
>>11576Non trattare male Uriel che ora che gli arriva contro la fiscalità crucca che non vendono più merdeces sentirà il suo amato Stato direttamente dove non batte il sole e bene a fondo.
No.11584
>>11576>A KEYNESIANO DEMMERDA SMETTILA DI FAR FINTA DI VIVERE IN UN MONDO CON INFINITE RISORSE E VEDI DI LAVORAREil solito strawman libertario, anche e soprattutto contro chi keynesiano non e'
yawn
No.11586
>>11584sei keynesiano e neanche ne sei al corrente, lol
No.11591
Leggi l'oroscopo, ha la stessa scientificità dell'economia come disciplina.
No.11595
>>11591Vediamo di non dire cazzate,
gli oroscopi sono roba seria.
No.11600
>>11599ah, amac.us! mi ricordo nel mio periodo ancap quando tutte queste notizione che i libertari di destra avevano sempre ragione venivano pubblicate solo su sitarelli minori !
No.11601
>>11600Gli altri siti di stampa
sovvenzionata dallo Stato avevano tutti titoli tipo "oggi l'Argentina ha un boom di beni di lusso ma i senza tetto non se li possono permettere" oppure "oggi l'Argentina è in pieno boom economico ma vedrete che domani moriranno tutti".
Quindi m'è toccato ripiegare su fonti partigiane.
Ma se preferisci le pagliacciate fatte con l'IA basta dirlo.
No.11637
Paolo Coletti docet
No.11643
le basi della scuola austriaca sono le basi dell'economia mainstream odierna ma spiegate in maniera più sana e più fondamentale, e per tutti i limiti che può avere si vede quando gli economisti queste basi non le hanno. Soprattutto riflettono sull'epistemologia (ovvero capire come e perché una scienza riesce a capire e spiegare determinati fenomeni) perché loro hanno un metodo rigido e insolito.
Questa è una lista di testi e capitoli (tutte letture brevi comunque) che serve a preparare chi va a fare una serie di seminari all'istituto Mises che è della scuola austriaca:
https://web.archive.org/web/20211118023614/https://mises.org/library/mises-university-accommodations-airport-required-readingquesti testi ti permettono di avere una base solida se capiti bene. Ovviamente è meglio allegarci a video e lezioni, le trovi su youtube.
Poi la scuola austriaca oltre le basi ha il suo metodo e le sue idee, molte secondo me estremamente fallimentari e con grossi problemi, e conviene studiare un po' di tutto senza abbonarsi a niente.
Una volta finita la lettura di questi testi consigliati al link, leggi Basic Economics di Thomas Sowell per una visione più mainstream spiegata alla perfezione. Troverai un sacco di idee ereditate dalla scuola austriaca e tante differenze.
Questi concetti richiedono tempo per essere interiorizzati comunque, quindi se vuoi studiarle devi un po' circondarti nel quotidiano.
Ultimo consiglio evita assolutissimamente i canali di economia pop, fanno tutti cagare a livelli stratosferici, qualunque siano le conclusioni di un economista se è serio gli viene il vomito in bocca solo a pensarli.
No.11649
>>11643>le basi della scuola austriaca sono le basi dell'economia mainstream odierna>scuola austriaca basata su risparmi e produzione con bassi o nulli livelli di debito>Economia mainstream: governi tassa e spendi con debiti pubblici fuori controllo ovunque, economia privata basata su spese a debito con livelli di debito fuori controlloChiaro che con questi presupposti la scuola austriaca appaia fallimentare.
>Thomas Sowell>ex marxista>scuola di Chicago>stessa di Stigler>da wikipedia: "tigler viene ricordato - oltre che per l'incessante ricerca nel campo della storia del pensiero economico - per il contributo allo sviluppo della teoria economica della regolamentazione, secondo la quale gruppi di interesse e altri attori politici piegano il potere regolatorio e coercitivo dell'esecutivo per plasmare le leggi e le normative dello Stato in modi confacenti ai loro interessi (cattura del regolatore)"Proprio liberismo sfrenato, eh?
>evita assolutissimamente i canali di economia popChissà come mai i fanatici dei regolamenti hanno sempre paura di misurarsi con i casi reali?
Sembra quasi abbiano il timore sche le loro "fantastiche teorie" non superino la prova del reale.
Esattamente come il comunismo.
Ma guarda tu, a volte, le coincidenze.
https://www.youtube.com/watch?v=eB7woQYdYbU No.11650
>>11649OP non ha chiesto giudizi sugli economisti, ha chiesto come iniziare a studiare economia.
No.11651
>>11650Infatti il problema è che tu abbia consigliato proprio la scuola di pensiero più interventista di tutte (e nel modo peggiore possibile se proprio vogliamo fare la punta al cazzo) fra i liberisti o pseudo tali senza alternative e come se oltretutto fosse oro zucchino colato.
E nemmeno a dire che sia per moda attuale in pieno revival di Adam Smith.
No.11652
>>11651ma che stai farneticando?
No.11653
>>11652Che a parte la curva di Laffer dei Chicago boys c'è anche la possibilità dello Stato di intervenire in senso nazionalista tipo la Cina o l'India.
Che è altro dalla sola economia e quindi ulteriore punti in meno per la scuola di Chicago.
No.11654
>>11653non importa se Thomas Sowell vuole o non vuole l'interventismo economico
(tra l'altro il negro in questione è basato all'inverosimile e caga in testa a tutti gli appartenenti a quella scuola) perché ciò che conta è se il suo manuale è scritto bene oppure no. Ed è scritto bene, spiega le basi, copre la visione così come sta nell'economia mainstream oggi, e per OP va bene.
Diversamente dimmi dove Basic Economics fa cagare come manuale di economia mainstream.
No.11655
>>11654>copre la visione così come sta nell'economia mainstream oggiSecondo te che differenza c'è tra l'interventismo cinese nell'economia e la politica USA dettata dal complesso militare-industriale?
Di sicuro la visione di Chicago è miope in almeno un aspetto.
(E lasciamo stare le solite questioni sui margini di intervento che poi vengono puntualmente dilatati fino a ritrovarsi in pieno socialismo reale).
Se poi vuoi un manuale unico da considerare attendibile in economia prenditi un libro di matematica finanziaria.
In piena filosofia economica pretendere che un solo autore sia bastante a qualcosa è semplicemente stupido.
No.11656
>>11654>Diversamente dimmi dove Basic Economics fa cagare come manuale di economia mainstream.Me lo sono sciroppato, qua e là.
Al di là dei bias che s'è già detto mi pare un tantinello troppo basico. Magari per gli americani ignoranti come la merda potrà essere pure una lettura utile ma per un europeo è davvero troppo terra terra, siamo al livello di "quello fuoco, fuoco brucia, fuoco cattivo".
Praticamente è "mainstream" quanto un dizionario.
La sua lettura mi pare uno spreco di tempo.
Davvero, già Adam Smith è una lettura più appagante e almeno puoi mettere una spunta alla lista dei classici.
No.11657
>>11655>Cap 25, Market and values>I benefici della liberalizzazione della distribuzione dell'acqua potabile senza far menzione che è un monopolio naturale>Chissà per cosa si pagano le tasse?Mi stanno prudendo le mani per andarlo a menare.
No.11658
quelli che parlano di monopolio naturale sono tutti froci e meritano di esser seviziati, derubati e lasciati a sanguinare sul suolo
No.11659
>>11658Ottimo.
Ora vai a piangere per il gambiamendo glimadigo e per la gestione delle acque che si ferma alla distribuzione senza considerare il ciclo nel suo insieme e a ogni pioggia ti si porta via la piena, crollano intere montagne per l'erosione e nei fiumi ci scaricano direttamente il metallo fuso mentre paghi oltretutto le tasse più alte al mondo più la bolletta dell'acqua a parte.
No.11660
>>11659non so di cosa parli capo economista di un sito per appassionati di videogiochi e latticini, ho un pozzo & sistema di gestione delle acque piovane e reflue se ti fa stare meglio?
No.11663
>>11660Non è più economia, ormai siamo in piena politica e l'economia è diventata un paravento per giustificare la pessima allocazione di risorse che per i keynesiani dovevano incentivare l'economia trovandosi alla fine senza economia e con la piena del fosso che ti si porta via casa.
Pure la tua con tutto il pozzo e la fossa Imhoff se non si fa manutenzione degli argini, dighe, casse di espansione, serbatoi di accumulo e cristi e madonne.
Ma, ehi, mica può occuparsene la giggino lettura contatori dell'acqua SPA presieduta dal cugino del sindaco.
No.11669
non c'era già stato un thread identico da poco?
L'unica cosa dell'economia che bisogna sapere è che ci sono masse di parassiti che cercano di inculare soldi agli altri con scuse più o meno inventate
>ma bisogna essere empatici con i drogati senzatetto
>Ma l'economia di uno stato non è come quella privata ha regole proprie che tu non puoi sapere e solo io conosco leggendo 40000 paper Peer reviewed e di conseguenza i soldi crescono nel giardino
>Ma bisogna fare la rivoluzione e togliere i mezzi di produzione ai ricchi così si crea un casino totale; per capire queste cose devi leggerti scritti di un barbone dell'800 (che però non sono antiquati perchè ha illuso generazioni di ragazzini fino ad oggi)
L'economia è complessa ma non difficile, semplicemente è piena di truffatori
Inbiqua' andicappino eccetera
No.11671
>>11669>L'economia è complessaQuelli che dicono 'sta roba sono solo paraculi che devono giustificare l'impressione che l'economia non stia funzionando solo perché sono dalla parte sbagliata di quelli che si stanno inculando i soldi dalla cassa trasformando il debito pubblico da ripagare in tasse in utili per le banche che acquistano titoli di debito pubblico con soldi complessi.
Nel senso che non sono nemmeno falsi, sono proprio immaginari.
No.11678
Mentre in questo filo si scannano, puoi iniziare come fanno tutte le persone normali, cioè da "La ricchezza delle Nazioni".
Poi da lì, a seconda di cosa ti ha fatto scattare, vai su altre robe o magari torna qui che parliamo come degli umani e non come dei negri quattordicenni.
No.11679
>>11678Veramente la gente normale inizia da "padre ricco, padre povero" ma vabbé.
No.11680
>>11679Ehm no Anon, chi inizia con quel libro sono i ventenni wannabe trader siciliani con la terza media.
Non fornisce alcuna base economica.
È un libretto dedicato al singolo, sul modo di pensare che ognuno deve sviluppare per far fruttare i propri averi.
No.11684
>>11680Non so che dirti perché non l'ho mai letto.
>modo di pensareMa sulle ottiche e i fattori di scala c'è da dire che l'economia è il campo che ha inventato la truffa delle distinzioni tra personale, micro e macro mentre una scienza degna di tal definizione e che non sia fuffa dovrebbe potersi applicare ad ogni scala.
Ecco, l'ho detto.
No.11687
>>11684Eh ma io invece l'ho letto, ti dico che è una specie di libretto di automiglioramento, probabilmente lo trovi ormai aggratis sul webbe.
Non c'è alcun riferimento all'economia, è tutto incentrato sulla gestione delle tue finanze per liberarti dall'incombenza del lavoro giornaliero.
>una scienza degna di tal definizione e che non sia fuffa dovrebbe potersi applicare ad ogni scalaBoh forse sì, non mi interessa, ma leggere i classici delle teorie (appunto, teorie) economiche ti insegna comunque un sacco di cose su come funzionano apparati produttivi, Stati, tecnologie, trasporti, industrie, dogane, tassazioni etc etc mentre quel libretto parla solo di mindset, è proprio una cosa diversa imho.
No.11688
>>11687>probabilmente lo trovi ormai aggratis sul webbe.Pare di no, ho provato ma per ora solo scam ad abbonamento.
Peccato mi piacerebbe tanto spuntarlo dalla mia lista.
Comunque non lo sottovaluterei.
Il mindset è lo scarto principale tra Keynes e scuola austriaca e portarlo fino a livello di finanza personale non è roba da considerar poco.
>non mi interessaSecondo me sbagli, una teoria unificante per descrivere il tutto è l'obiettivo di ogni scienza.
Dovrebbe essere il fondamento della comprensione di qualsiasi cosa.
>leggere i classici Stante che la ricchezza delle Nazioni in alcune parti è pura poesia, la parte sulla nascita del denaro è tra le mie preferite, purtroppo la sua visione è largamente superata dal fatto che ormai il mercato non è più nazionale e sotto confini come ai suoi tempi ma ormai globalizzato.
La stessa esistenza di multinazionali al giorno d'oggi ne mette a nudo i limiti in modo drammatico.
Per il resto resta comunque un bellissimo libro che andrebbe messo obbligatorio nelle scuole al posto di quella rottura di coglioni infinita dei promessi sposi.
No.11689
>>11688>una teoria unificante per descrivere il tutto è l'obiettivo di ogni scienzaAnon, l'economia è una scienza come può esserlo la sociologia, quindi molto poco. È la descrizione di una miriade di attività umane in contesti diversissimi. È bello, secondo me, leggere il meglio di ciò che è stato scritto a proposito, tenendo presente il contesto, l'anno e da chi è stato scritto un testo, e sapendo che sarà per forza una descrizione parziale.
>purtroppo la sua visione è largamente superata dal fatto che ormai il mercato non è più nazionale e sotto confini come ai suoi tempi ma ormai globalizzatoVedi sopra.
Se OP dice di voler iniziare a capire l'economia, mi pare logico partire dall'inizio, seguendo un ordine cronologico delle opere riconosciute come pilastri, e che saranno tutte in qualche modo obsolete.
No.11690
>>11656>troppo basicoil 90% dei laureati in economia non sa una mazza di quello che c'è scritto in quel libro che dovrebbe essere la BASE.
>Adam Smith è una lettura più appagante Adam Smith oggi è una perdita di tempo per uno che vuole essere introdotto all'economia. Già non va bene perché credeva alla teoria del valore-lavoro che è sempre stata una grande idiozia e causa ogni sorta di assurdità, ma poi le cose reputate importanti oggi Smith nemmeno le immaginava.
Smith va bene solo per insegnare il comunismo ai ragazzi delle scuole superiori, facendogli appunto vedere sto personaggio fallace in versione ultra-diluita per poi osannare Marx.
No.11691
>>11689>Se OP dice di voler iniziare a capire l'economia, mi pare logico partire dall'inizio, seguendo un ordine cronologico delle opere riconosciute come pilastri,a sto punto iniziamo a studiare medicina partendo da Galeno…
Oh, io rompo sempre il cazzo che gli scienziati non studiano la storia, però porca miseria OP non è uno scienziato, prima fategli imparare qualcosina di scienza contemporanea e non la trova mica in Smith.
No.11692
>>11690Se la metti così il 90% dei laureati in economia non capisce un cazzo di economia punto.
Mi pare che il debito pubblico italiano che è stato accudito da fior fiore di professoroni sia proprio la dimostrazione più evidente possibile.
Io lo dico di nuovo: se uno vuol "capire l'economia" dovrebbe inizialmente lasciar perdere i libri e semplicemente guardare dove va il denaro.
Solo a quel punto dovrebbe iniziare dai libri.
Una dispensa di matematica finanziaria te la fai in 5 minuti e male non fa ma Basic Economics è davvero a livello di seguire i telegiornali e non dice niente dell'economia attuale
che tanto i debiti non li ripaga chi li fa e l'idea è morire prima lasciando i cazzi a chi viene dopo arraffando più soldi possibile nel frattempoPoi a leggerlo male non fa ma la sensazione di buttare tempo nel cesso mentre lo leggi è fortissima.
Già Kiyosaki che, immagino, sia a livello fuffa mi ingolosisce di più. Se non altro per il punto di vista.
No.11693
Ecco i consigli dell'AI di Brave.
>Microeconomia" di Robert H. Frank e Edward Cartwright
>"Macroeconomia, una prospettiva europea" di Olivier Blanchard
>"Capire l’economia For Dummies" di Roberto Fini
>raccolte di libri di Carlo Cottarelli della collana Universale Economica di Feltrinelli
>"La ricchezza delle nazioni" di Adam Smith
Eccoci.
>"Principi di economia politica e dell'imposta" di David Ricardo (1817)
Parlare di tasse ante Reagan, sarà un incubo pieno di boiate.
>"Il capitale" di Karl Marx (1867)
E poteva mancare?
>"Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta" di John M. Keynes (1936)
Idem come sopra, la grande truffa del libro di compratore di titoli di Stato che viene applicata all'economia di Stato.
>"Il capitale nel XXI secolo" di Thomas Piketty (2013)
Ovvero il vero comunismo™ non è mai stato provato
>"Il prezzo della disuguaglianza" di Joseph E. Stiglitz (2012)
Altro titolo dall'aria comunistoide che se così fosse viene spazzato via dal coefficiente di Gini
>"Perché le nazioni falliscono" di Daron Acemoglu e James A. Robinson (2012)
Titolo interessante perché risuona i libri di Salvadori ma già che hanno pensato di scriverci un libro significa che devono negare quello che il buon senso dice invece a tutti.
>"Freakonomics. Il calcolo dell'incalcolabile" di Steven Levitt e Stephen J. Dubner (2005)
FORSE l'ho pure letto ma non mi ricordo NIENTE. Nemmeno se l'ho letto. Chiaramente imperdibile.
>"La grande scommessa" di Michael Lewis (2013)
Visto il film, che ci fosse pure un libro nemmeno lo sapevo.
>"L’investimento su misura: Aumenta le tue entrate, investendo anche solo nel tempo libero".
Sta arrivando alla parte di Big Luca
>"Il cigno nero" di Nassim Nicholas Taleb (2007)
Ovvero quando le cazzate che hai fatto sono troppe e il loro tempismo mostra il conto tutto insieme.
E quindi niente Hayek.
Nonostante il Nobel, la Tatcher e Reagan.
>scrisse un saggio contro la pianificazione centralizzata. Il titolo, La via della schiavitù, fu ispirato dall'opera omonima del pensatore liberale francese Alexis de Tocqueville[4]. In esso l'idea centrale è la sostanziale continuità tra socialismo e nazismo. Hayek mostra infatti come il nazismo e il fascismo non siano altro che una forma evoluta di socialismo: una sorta di "socialismo della classe media".
>The Fatal Conceit: The Errors of Socialism, 1988
Pensare che io invece come critica preferita uso i concetti di ridondanza dei sistemi informatici.
No.11694
>>11690Per dire, capire l'economia for dummies" è mooolto più smaliziato di "Basic Economics".
No.11744
Piccola raccolta di video a tema.
Più per me, per ricapitolare il discorso che ne viene fuori che per un reale motivo
https://www.youtube.com/watch?v=E1VdGfJgDR4Le pentole di Templeton: strategia di finanza personale.
Abbastanza banale e primitiva.
Ha il pregio di fare una classificazione di base degli strumenti finanziari sul mercato.
P.S.: il metodo funziona ma non è che ci volesse un premio Nobel per capire che risparmiare soldi e investirli in strumenti di base fosse meglio che comprarsi telefonetti a rate.
https://www.youtube.com/watch?v=eB7woQYdYbUSvizzera: ovvero come far progredire una nazione senza sbocco al mare fino al livello di potenza economica.
Spoiler: creare una massa finanziaria ma poi ingessarla in un sistema bancario, al contrario della California con i suoi hedge fund che vengono fuori allo stesso modo, non è stata una buona idea.
Se siete curiosi leggetevi la wiki con la storia della California e fate attenzione alla parte delle arance.
https://www.youtube.com/watch?v=zaCUmUnMZQ8https://www.youtube.com/watch?v=ouIMOJsCADYAl contrario, due esempi opposti: ovvero come la ricchezza di risorse naturali porti comunque alla miseria se non si fa una allocazione sapiente dei proventi.
Si, è un discorso da scuola austriaca.
https://www.youtube.com/watch?v=i4aOtjabURMFondo medaillion: dulcis in fondo la grande truffa dei mercati azionari.
Il loro comportamento può essere riprodotto con un modello matematico e quindi, per uno stato con sufficienti fondi tipo che raccolga tasse aver soldi per pagare servizi e pensioni fino ad abolire le tasse sarebbe roba semplicissima.
Se solo decidessero di imparare a farlo.
Sicuramente ci sarebbe altro ma finora questi son quelli che più mi hanno colpito per farci un discorso intorno.
No.11753
>>11744Addendum.
https://www.youtube.com/watch?v=tVxSLCvXVbIEnrico Cuccia, ovvero come deindustrializzazione e la fuga di imprese all'estero abbia radici di necessità oltre la semplice fuga da un fisco impazzito e da una burocrazia asfissiante e di come si sia tentato di intervenire sulla questione seppure con semplici interventi "a valle" senza andare invece a modificare le cause, assai profonde, della situazione.
Fattobuffo: morto Cuccia iniziò la grande fuga all'estero direttamente dalla FIAT con la famigerata fusione con gli americani.