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 No.244411

Continua a succedere, io giuro non ce la faccio più perché è oramai appurato al 100% che questa è opera del demiurgo che lo fa APPOSTA per distruggermi psicologicamente.

Mesi fa stavo tornando dal cps dove finalmente si erano impietositi e avevano accettato a darmi l'invalidità, così finalmente da aver riconosciuto un minimo di dignità e poter cercare lavoro protetto, e mentre tornavo a casa soddisfatto ho incontrato al supermercato un mio vecchio amico di lunga data che non vedevo da anni, e ancora prima di chiedermi come stessi e come mi andasse la vita (e dirmi lui lo stesso), si era premurato di farmi vedere la sua compagna - che non so chi fosse né avevo mai visto - incinta, per poi andarsene via perché doveva tornare a lavorare.

Ero contento per lui, sul serio, però la mia parte cattiva aveva interpretato tutto come una sorta di flexing nei confronti di qualcuno a cui era andato male tutto, uno sbattere in faccia al poveraccio di turno il fatto che a lui la vita andasse tutto sommato bene e, per carità, ci stava anche, solo che questo fugace incontro ebbe l'esito di farmi deprimere ancora di più. Non era per l'invidia, un figlio non lo vorrei e non lo merito, era solo che per la prima volta avevo realizzato quanto cazzo il tempo fosse passato velocemente mentre io ero rimasto ancora bambino.

Ieri mattina esco di buon'ora per andare al primo degli incontri per l'attività di gruppo che ho accettato di fare tramite il cps assieme ad altre persone, qualcosa di utile o almeno per tirarmi fuori casa due ore a settimana, avevo preso la macchina per andare al luogo dell'incontro e giunto a poche centinaia di metri prima della destinazione mi accingo a percorrere una rotonda quando faccio attraversare una coppietta la cui donna, madre, teneva in braccio un neonato.

L'uomo aveva un profilo familiare, così mentre facevo il giro della rotonda con l'occhio guardavo mentre attraversavano e mi accorsi che lui era il mio ex migliore amico storico ed era assieme alla compagna del tizio di cui sopra, un amico comune storico, e probabilmente stavano andando a fare un giro al parco assieme per qualche motivo (a meno che non sia subentrato lui e si sia preso la donna sburrata ma non credo proprio).

In quel momento mi si è rovinata la mattinata, ho fatto scena muta tutto il tempo al gruppo, avevo la faccia del doomjak di pittura relata pensando di nuovo al tempo che passa e provando rabbia per il fatto che questo stronzo preferisse fare il cucco che porta a spasso la moglie di un suo amico piuttosto che spendere tempo a fare una passeggiata con me, come abbiamo fatto per 20+ anni parlando della vita e di tutto ciò che si potesse pensare.

Ne ho davvero piene le palle, ma proprio tanto.

 No.244412

Filo ost.

 No.244415

Capisco fin troppo bene il dolore che provi nel vedere il successo della vita altrui in confronto allo schifo della propria esistenza.

Purtroppo non ho consigli utili da darti perché sono nella tua stessa identica situazione e non ne vedo l'uscita - probabilmente neanche c'è - per cui l'unica cosa che ritengo fattibile è fare coping fintanto che ce la si fa a tirare avanti.

Spero almeno di essere riuscito a farti sentire un po' meno solo nel tuo dolore. A volte basta solo questo per stare un pochino meglio. Avessi ricevuto più supporto quando stavo male io magari non sarei in questa situazione, ma ormai è tardi.

 No.244416

se sei pazzerello è possibile che i tuoi vecchi amici normie facciano fatica a gestirti o robe simili.
Se questo ti ha abbandonato dopo 20 anni forse c'è un motivo, che può includere te ma può anche essere qualcosa di suo al 100%

Insomma OP, oggi visione negativa ma domani magari le cose andranno meglio. Chi può dirlo.

 No.244424

Ti consiglio di aspettare la fine del film.

 No.244426

>>244415
A me non frega niente del successo della vita altrui, come ho scritto alla fine mi fa piacere sapere che i bambini con il quale sono cresciuto alla fine sono diventati uomini e qualcuno ce l'ha pure fatta ad uscire "normale" secondo i canoni approvati dalla società™. Provo solo rabbia a sapere che fin dal primo giorno su questo pianeta ero predestinato alla nullità, era chiaro fin da quando ero all'asilo che in me ci fosse qualcosa di strano che non mi permetteva di sintonizzarmi con chi stava attorno a me facendomi vivere nel disagio perenne qualora fossi fuori dalla mia camera.

>>244416
Non sono pazzo, ho iniziato ad avere attacchi di ansia verso i 16 anni evoluti poi in depressione quando andavo all'università, e questi cosiddetti amici all'epoca non batterono ciglio a sapere dei miei problemi, non dissero nulla sul fatto che prendevo psicofarmaci a 19 anni nel fiore della mia giovinezza, come sempre se sei uomo sei condannato ad essere invisibile e devi soffrire da solo mentre se fossi stato una donna avrei avuto la fila fottuta di gente che avrebbe perfino raccolto la mia merda da terra se ciò avesse voluto dire vedermi sorridere per un secondo.

Questo tipo in particolare si è rivelato poi un egoista, un npc senza anima, ma la cosa brutta è che è stata tutta colpa mia perché lo avevo già capito da tanti anni che in lui c'era qualcosa che non andasse nel modo con cui si rapportava a me, che passava da amico a uno che mi canzonava in gruppo per farsi vedere figo con gli altri alpha, passando poi per momenti in cui dimostrava di essere un robot sociopatico, come questo brutto ricordo che non dimenticherò mai:

Alle superiori mia sorella si fece regalare per il compleanno un criceto che poi divenne di fatto un animaletto della famiglia, nel suo essere un topino minuscolo ricordo che stava nella gabbietta lo mettevamo in cucina così quando facevamo colazione lui stava li che girava sulla ruota e nei tubi, mangiava i suoi semini e poi lo prendevamo in mano per coccolarlo.
All'età di due anni circa, che è l'aspettativa di vita di questi animaletti, gli venne un tumore alla guancia e una brutto pomeriggio piovoso tornai a casa dopo scuola venendo accolto da mia mamma che mi disse che il criceto era morto, per farmelo vedere nella vasca da bagno vicino ad una piccola pozza di pipì, coperto da un fazzoletto di cotone.
Rimasi turbato e triste nel vedere quel cosino tutto rigido morire, la sera lo seppellimmo in cortile ed il giorno dopo andando a scuola mi venne da piangere sulla strada verso essa e questo mio amico disse "Che hai da piangere? Era solo un criceto…" e in quel momento compresi che quella persona non aveva un'anima.

Risparmio altre storie e ricordi, ma dico solo che il muro era pieno di scritte e io da farabutto mammoletta che ha paura di tutto decisi comunque di stringere i denti e andare avanti con quei pochi amici che avevo per una sorta di codice d'onore tutto mio, perché ci si conosceva dall'asilo e non so, nella mia testa c'era una specie di patto di sangue per cui dovevamo essere uniti per la vita, salvo poi vederli sfilare uno dopo l'altro seguendo ragazze o semplicemente decidendo di abbandonare me e altri perché avevano trovato di meglio, senza il minimo rimpianto o anche dispiacere.

Anche oggi se dovesse mai capitare di vederne uno, ti fanno un saluto caloroso e dicono due frasi di circostanza per poi andarsene via come se niente fosse, ho notato però che ogni volta devono dirmi che il lavoro va bene e sono contenti, come se ogni singola volta dovessero usarmi come metro di paragone per la loro esistenza.

>oggi visione negativa ma domani magari le cose andranno meglio. Chi può dirlo.


Lo dico io, porco dio, sono passati 20 dolorosissimi anni e ne ho quasi 40 oramai…non mi venire a dire che c'è tempo per fare questo e quello, per fare amici, per iniziare a lavorare e per resettare il cervello cancellando anni di mondo pagliaccio e nozioni sulla crudeltà degli ebrei, dei pedofili e di tutta la merda a cui sono stato sottoposto grazie ad internet.

 No.244429

File: 1790453779094.mp4 (7.98 MB, 720x1280, SaveInta.com_AQMiou6L9DmL6….mp4)

>>244424
Perché, per scoprire che dopo i titoli di coda non c’è comunque niente?



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