No.243064
Quando ero piccolo ci vedevamo spesso io e la mia famiglia con quella composta da amici storici dei miei genitori e suo figlio, andavamo regolarmente a cena a casa loro o viceversa diverse volte al mese il sabato ed io ero contento perché si passava la serata a mangiare skifezze goysloppose e a giocare a super smash bros sul nintendo sixtyfour.
Beh comunque la mamma di questo mio amico era handicappata forte in cucina e aveva delle fisime tipo non usare il burro, ogni volta si rifiutava di comprare dolci e paste in pasticceria ma ci preparava lei una torta del cazzo che non sapeva di niente e con dentro le mele, asciutta e triste, ma il vero problema è che per portarla a casa da noi la infilava in una tortiera di plastica che tratteneva l'aroma disgustoso al limone del liquido detergente della lavastoviglie e quindi la torta stando ore lì dentro si impregnava e faceva schifo al cazzo, magari era pure tossica orcoddio.
Non è finita, ed è quello che mi preme più raccontare, perché questa donna aveva l'usanza assurda (magari in nord europa che sono subumani lo fanno) di riportarsi a casa la torta avanzata anzichè lasciarla agli ospiti quando andava a casa loro, lo faceva dicendo pure a suo marito "questa poi lunedì la porti in ufficio per i tuoi colleghi" (chissà che felicità avranno provato ogni volta).
Queste cose in Giappone non si fanno.
No.243071 RABBIA!
Certo che dal comprare una pentola per larpare da giapponese (conoscenze reali della cultura giapponese: google translate), fallire per settimane nel preparare un cazzo di piattino di riso secco, a finire a farsi i film mentali in cui vieni cuccato e rifiutato (giustamente) dalle femmine autoctone è un bel progresso.
Ma quand'è che ropi? Di sto passo mi sa che non manca molto.