>>241544Cucinare è l'unica attività in cui non ti sporchi e non fai sforzi fisici (al massimo sudi quando fa caldo dome oggi).
Il principio è che Madre Natura all'uomo ha dato la forza e la determinazione, alla femmina no. E quindi la femmina ha necessariamente da essere casalinga e madre di figli. Casalinga significa che i mestieri di casa se li può gestire a piacere: fatto l'essenziale, tutto il resto lo affronterà quando non ha un cerchio alla testa, quando non ha le sue cose, quando non vuol prendersi mezz'ora di pausa, eccetera. Inoltre, a parte le scadenze dei pasti e le pulizie più essenziali, le priorità dello sfaccendare sono riassegnabili tutte in qualsiasi momento.
Insomma, alla femmina conviene essere casalinga.
Le femministe furono inventate da (((chissà chi))) e pretesero che la donna fosse "libera" di lavorare e guadagnare. Risultato: ad esclusione delle poveracce che "non potevano non lavorare" per sbarcare il lunario, tutte le altre lavoravano sia a casa che in fabbrica, e i soldi comunque servivano a tirare a campare. Cioè avevano barattato la salute e il tempo libero con pochi spiccetti che non cambiavano davvero la situazione.
La situazione non cambiò quando poterono laurearsi. E non parliamo del dover scegliere fra lavoro e carriera ("se faccio un figlio adesso non mi promuoveranno alla sede nell'altra regione").
Il risultato dell'emancipazione femminile è stato che hanno smesso di essere casalinghe e madri, per diventare schiave del lavoro, allergiche ai mestieri di casa e al figliare, e pretenziose verso i maschi ("la mia RAL è 35k, non posso mica mettermi con uno che ha una RAL di 33k, io MERITO DI PIÙ, IO VALGO!!").