No.226386
Hai capito come fare colpo contadinofag?
>Mi chiamo Silvia, ho 28 anni, Conosco questo ragazzo su Tinder. Marco, 30 anni. Foto normalissime: una in montagna, una con il cane, una a un matrimonio in giacca e cravatta. Nella bio c'è scritto: "Lavoro nell'azienda agricola di famiglia. Amo le cose semplici". Mi sembra un bravo ragazzo, genuino. Dopo una decina di giorni di messaggi, fissiamo per un aperitivo un mercoledì sera, alle 19:00, nel bar della piazza principale di un paese a metà strada tra noi.
>Arrivo puntuale, mi siedo al tavolino fuori, ordino un Crodino e aspetto. Alle 19:10 sento un rumore in lontananza. Un rombo basso, sordo, costante, che fa letteralmente vibrare i posacenere di latta sui tavolini.
Penso: "Ok, sta passando un tir in centro". Ma il rumore rallenta e si fa assordante.
>Giro la testa e vedo svoltare l'angolo un mostro verde e giallo. Un trattore John Deere alto tre metri, largo come una corsia e mezza, con le ruote posteriori che arrivavano alla mia fronte e il girofaro arancione acceso che illuminava a intermittenza la farmacia di fronte.
>Il bestione si ferma esattamente nel parcheggio a spina di pesce davanti al locale, occupando fisicamente quattro posti auto e salendo con mezza ruota sul marciapiede, spegnendo la luce di un lampione.
PSSSHHH. Uno sfiato d'aria dei freni idraulici che ammutolisce l'intera piazza.
Si apre lo sportello della cabina. E da lassù, scendendo tre gradini aggrappato alla maniglia manco fosse l'autista di un mech giapponese, compare Marco.
>Aveva una camicia a scacchi sbottonata, i jeans sporchi, le scarpe antinfortunistiche coperte di terra secca e un sorriso a trentadue denti. I vecchietti che giocavano a carte dentro il bar si sono fermati con il bianchino in mano per guardare la scena. Io volevo letteralmente fondermi con il finto rattan della sedia.
Si avvicina tranquillo, senza un briciolo di imbarazzo, schivando le occhiate della gente.
"Ciao Silvia! Scusa il ritardo," mi dice, dandomi due baci sulle guance che sapevano vagamente di polvere e gasolio agricolo. "Ero indietro coi tempi, stavo finendo di trinciare il campo qui dietro. Se andavo a casa a fare la doccia e prendere la macchina arrivavo alle otto, spero non sia un problema."
L'ho guardato. Ho guardato quel palazzo su quattro ruote parcheggiato a tre metri da me, un aggeggio che di listino costa probabilmente più dell'intero condominio in cui vivo.
"Nessun problema," ho balbettato, "solo che non pensavo avessi bisogno della scorta per i trasporti eccezionali per venire a bere uno spritz."
>Lui ha riso di gusto. Si è seduto, ha ordinato una birra media rossa, se l'è scolata mezza in un sorso e abbiamo iniziato a parlare. E vi dirò la verità: è stato uno dei migliori appuntamenti della mia vita.
Niente fuffa, niente pose da finto intellettuale, niente silenzi imbarazzanti per studiarsi. Avevo davanti un ragazzo che si faceva un mazzo tanto da dodici ore filate, che aveva le mani vere, ruvide da lavoro, e che ha passato metà del tempo a farmi piegare in due dalle risate raccontandomi le beghe con i confini dei campi e le trattative per i concimi.
A fine serata, è arrivato il momento di salutarci.
"Ti accompagno alla macchina?" mi ha chiesto.
"No, no, ho parcheggiato a due passi," ho risposto, declinando elegantemente l'offerta per evitare di farmi scortare da un mezzo cingolato.
Ci siamo salutati, lui si è arrampicato di nuovo nella sua navicella spaziale, ha suonato il clacson (che ha quasi fatto venire un infarto a un povero signore che portava a spasso il carlino) ed è partito avvolto in una nuvola di diesel.
Oggi stiamo insieme da quasi un anno e mezzo. La domenica vado spesso da lui in cascina. Non mi ha mai portato a mangiare caviale nei locali chic, ma la prima volta che mi ha fatto salire in cabina con lui per fare un giro, io seduta sul sedile del passeggero con l'aria condizionata a palla e lo stereo che pompava musica anni '90, ho capito una cosa: un uomo che ha il coraggio di presentarsi a un primo appuntamento con 200 cavalli agricoli sotto il sedere e la camicia sporca, è uno che nella vita, di quello che pensa la gente, non se ne frega assolutamente nulla. Ed è la cosa più affascinante del mondo.
No.226390 RABBIA!
Ho smesso di leggere a "10 giorni di messaggi". Pensa buttare via 10 giorni per neanche pucciare il biscotto il giorno che v'incontrate.
No.226397 RABBIA!
>>226390Ma anche una donna che sa riconoscere un trattore John Deere.
Certo, ci crediamo tutti.
Sembra di quelle storie stile Harmony che fanno presa solo sulle donne frivole, o sui vergini rancorosi.
No.226409
>Mi chiamo Silvia
Certamente
No.226414
Ho lasciato una recensione da 1 stella a contadinofag per la storia delle uova che vengono pubblicizzate in un modo e quando ti arrivano a casa pesano invece la metà, non c'è mai stata una replica da parte dell'interessato e quindi non comprerò più da lui.