>>223983I Drevljani mandarono venti dei loro uomini migliori a persuadere Olga a sposare il loro principe, ma Olga di Kiev li fece seppellire vivi.
Successivamente, fece informare il principe Mal del fatto che avrebbe accettato la sua proposta di matrimonio, ma richiese che le persone più sagge tra i Drevljani la accompagnassero nel suo viaggio.
I Drevljani mandarono a Olga le migliori persone che governavano le loro terre; al loro arrivo, Olga offrì un caldo benvenuto e un invito a riposarsi del lungo viaggio facendo un bagno a vapore. Dopo che i saggi entrarono nell'edificio, Olga chiuse le porte a chiave e appiccò il fuoco, bruciando vivi gli ospiti.
Poiché gli uomini più forti e i più saggi dei Drevljani erano ormai morti, Olga distrusse tutti gli altri potenti della tribù slava: dopo averli invitati al funerale sulla tomba del marito e averli fatti ubriacare, li fece sterminare dai suoi soldati.
Dopo essere ritornata a Kiev, mise insieme il suo esercito per distruggere i sopravvissuti; i Drevljiani implorarono pietà a chiesero di poter pagare un tributo in miele e pelli. Olga, che ormai voleva concludere l'assedio, si limitò a chiedere tre piccioni e tre passeri per ogni casa. Quando i Drevljiani le spedirono il loro tributo, Olga diede ad ogni soldato del suo esercito un piccione o un passero, e vi fece attaccare un pezzo di zolfo avvolto in pezzi di tessuto; al sopraggiungere della notte, fece poi incendiare lo zolfo e rilasciare i volatili.
Gli uccelli tornarono ai loro nidi, situati perlopiù sui tetti delle case, incendiando l'intera città drevljana. Nessuna casa rimase in piedi, poiché fu impossibile estinguere le fiamme, dal momento che tutti gli edifici presero fuoco contemporaneamente. Mentre gli abitanti fuggivano dalla città, Olga li fece catturare tutti dai suoi soldati, compresi gli anziani. Alcuni vennero uccisi, altri schiavizzati, altri ancora considerati un tributo.