>>223981Si sapeva già da 60 anni che sarebbe finita così.
60+ anni fa, l'università era una roba da ricchi, ultra-selettiva, esigentissima. Ci si presentava a lezione in giacca e cravatta, perché era una cosa seria. Si studiava sodo, tutta la giornata, tutti i giorni, altro che "tempo libero" o "un lavoretto per arrotondare".
Non esistevano esami "abbordabili". Non esistevano furbate e cheat-codes. Non esistevano crediti. Non esistevano riscatti. Non esistevano tempi allungati per chi c'ha l'Addì Accaddì del BES della 104. Non esistevano lauree "brevi". O sapevi dimostrare - ad ogni esame - di padroneggiare veramente bene la materia, o ti mandavano a cagare. Dopotutto era una roba da ricchi, e il ricco coglione poteva benissimo permettersi di fallire nella vita, tanto non sarebbe mica morto di fame.
I sessantottini vollero il "diciotto politico": laurea senza studiare. Il degrado di scuola e università, perpetrato dai comunisti, nel giro di vent'anni affossò scuola e università. Si sono laureati cani e porci. Ogni anno le lauree diventavano più facili. La laurea è diventata ormai un attestato di frequenza. Non esistono più gli esami-scoglio pressoché insuperabili.
E si laurea gente che non sa maneggiare un congiuntivo.