>>219860Ci sono libri che ti cambiano la vita perché pur descrivendoti qualcosa di lontano, ti fanno intuire meccanismi che avevi sempre avuto davanti agli occhi.
Uno di questi è Arcipelago Gulag, di Aleksandr Solgenìtzin. Descrive i lager sovietici (specie nel massimo splendore, cioè l'epoca staliniana). C'è stato dentro "solo" dieci anni, per una microcritica al governo espressa in una lettera privata.
Ha memorizzato tutto (non aveva certo tempo e materiali per scrivere) e, una volta uscito, ha riordinato i ricordi. Divisa in sette parti (in Italia tre volumi, per un totale di duemila pagine), l'opera è per lo più divisa per temi. Primo tema fondamentale: "perché non avete reagito all'ingiustizia e alla dittatura?"
A leggerlo capisci le dinamiche della dittatura. E capisci che non c'è neppure bisogno di stivali, fucili, passo dell'oca e carri armati. Capisci che la dittatura vera, nessuno osa chiamarla tale, pur venendone oppresso; a volte economicamente, a volte psicologicamente, a volte materialmente, molto spesso in tutti e tre i modi. Come in Italia adesso.