No.217595
Stanotte ho fatto un sogno assurdo.
Mi trovavo in una sorta di parcheggio multipiano che era completamente vuoto tranne per la presenza della mia auto che stava venendo riparata da un carrozziere perché avevo preso una botta sul cofano e paraurti, quindi mentre lui lavorava mi spostavo qualche metro più in avanti vicino a delle colonne portanti e ad un muro con un tabellone elettronico che mostrava annunci e pubblicità.
Arrivano assieme a me 3 persone che non ho mai visto e compare dal nulla Gerry Scotti che si mette a parlare con noi come un bocia, come se fossimo amiconi da una vita, poi ad un certo punto tira fuori un telecomando e lo punta verso il tabellone e fa partire un filmato che sembra fatto con una telecamera degli anni ‘90 su cassetta.
C’è il sottofondo della musica dei filmati di paperissima e si sente Gerry Scotti con la sua voce che commenta e dice “UELÀ, COSA ABBIAMO QUI? È UN RICCIO” e compare Gerry Scotti vestito da riccio, la telecamera scende ed in primo piano si vedono le sue gambe aperte con un pisello eretto che è completamente ricoperto di pelo ed è marrone.
La voce narrante di Gerry “QUESTO RICCIO È PROPRIO CONTENTO!” e tutta la gente che sta guardando il video scoppia a ridere e applaude, nel frattempo Gerry-Riccio inizia a segarsi ma l’immagine che si vede è abbastanza stilizzata, vedi una mano che fa su e giù su questo bastoncino peloso e in sottofondo Gerry canta con la musica di paperissima “SONO UN RICCIO, SONO UN FICO, LE DONNE MI VOGLIONO MA NON SONO RICCO” e ancora tutti hanno le lacrime dal ridere e si accasciano a terra.
Finisce il video, Gerry ci invita a spostarsi da lui per mangiare intanto che aspettiamo la fine della riparazione, quindi siamo nel cortile di una villa di campagna che sta proprio accanto al parcheggio multi piano, sulla mia destra vedo delle scale dorate che portano dall’esterno verso il piano superiore dove c’è una veranda coperta con vetri e tende con una insegna di un ristorante elegante, vedo i miei genitori che seguono Gerry e vanno dentro al ristorante mentre io resto giù e vado in una stanza interrata tutta nella roccia della villa, è un corridoio abbastanza largo percorso da un lungo tavolo di legno stile mensa del convento, e verso la fine c’è un altro tavolo vicino ad un camino e qui compare Gerry che tira fuori dalla brace un bel pezzo di ribeye intero con ossa, tipo 5 costole, e con un coltello affilato inizia ad incidere magistralmente separando la carne dalle ossa e quindi mi chiede quale pezzo preferisco, io gli rispondo che voglio la parte esterna fuori dal cerchio di grasso (eye of rib), lui mi sorride e mi dà dell’intenditore quindi separa la parte della bistecca da quella esterna ed inizia ad affettare per fare le bistecche singole lasciando l’altra parte intera, dice “questo ce lo mangiamo noi”.
Improvvisamente vengo teletrasportato al lungo tavolo di legno e sono seduto, il tavolo è interamente popolato di commensali che sembrano essere volti noti tipo miei ex compagni di scuola o conoscenti, arrivano dei camerieri che in sincronia ci servono un piatto di carne e nel mio c’è il rib-eye bistecca con sopra sciolto del formaggio abbrustolito e accanto il pezzo che avevo chiesto assieme a dei broccoli, ma mentre sto per assaggiare mi vibra il telefono e leggo il messaggio: è mio padre che mi dice di stare attento a cosa ordino perché i prezzi sono altissimi, di controllare sulla carta prima, ma io gli rispondo che ha detto Gerry che siamo suoi ospiti.
Torno a mangiare ma nel piatto è scomparso il mio pezzo preferito di carne e la verdura, resta solo la bistecca, allora mi guardo attorno e chiedo a tutti chi sia stato lo stronzo che mi ha rubato il cibo, appena torno con lo sguardo sul piatto lo vedo vuoto ma con segni di consumazione, tipo scie di succhi della carne e strisciate di salsa. Ci resto malissimo.
Scena successiva che inizia di colpo, ci sono io al centro commerciale Bonola, sempre ad una tavolata sita in una fantomatica area ristoro che continua ad esistere solo nei miei sogni, sita proprio davanti a quello che una volta era un negozio di animali dove c’è la scala mobile nei pressi del McDonald’s, e a questo tavolo ci sono tutti i miei amici, le luci ambientali sono molto basse, atmosfera intima, e volevano che gli raccontassi della mia esperienza con Gerry Scotti e la cena, tutti ascoltavano con interesse, però continuavo a non avere cibo nel piatto.
Fine.