>>214014In altre parole, i poveri sono costretti a vendere ore della propria vita in cambio di soldi.
Il wagecuck è tecnicamente povero, anche con una RAL ad almeno sei cifre, se dedica al proprio lavoro più ore di quante lo entusiasmino (uso il termine entusiasmare perché un workaholic che torna a casa stanco ma soddisfatto, tecnicamente non è povero).
Quindi si deve dedurre che c'è una soglia di povertà materiale (se non lavori abbastanza non mangi), e una soglia di povertà mentale (se non lavori abbastanza non sfoggi l'iphone).
Ma quelli che campano di rendita, semplicemente pagano con soldi la libertà di usare quelle ore in cui non lavorano. Cioè sfruttano il sistema schiavistico attualmente in vigore, campano lasciando che siano i poveri a lavorare. Per pranzare al ristorante, c'è bisogno di qualcuno che ha necessità di wagecuckare come cuoco, qualcuno come cameriere, e pure qualche imprenditore che faccia da ristoratore che giostrando stipendi, tasse, materie prime, incassi più dei poveracci che ha assunto.
Il bello è che tale ristoratore, una volta allestito il piano FIRE, probabilmente chiuderà l'attività per godersi i soldi. Cioè i ricchi dovranno cercarsi un altro ristorante dove essere rifocillati e serviti e ringraziati.
E il bello è pure che i figli del ristoratore, pur di fare il #mipiaceviaggiare e il #mipiacecazzeggiare, non vorranno ereditare l'attività ma spartirsi il bottino e campare alla giornata (buona fortuna per quando finiranno i soldi).
Insomma, è inevitabile che ci siano dei poveri costretti dalle circostanze a wagecuckare. La società ideale non abolisce i poveri, semplicemente appiattisce la curva e abbassa la differenza fra povero e benestante (a scapito dei top 10%). Ma questa ricetta viene portata a conseguenze caricaturali dalle tante varianti di comunismo e capitalismo…