>>244210Risposta breve: da duemila anni.
Risposta lunga:
Nel 70 d.C., dopo la caduta della fortezza di Masada ad opera della Decima Legio Fretensis (incaricata di schiacciare ogni ribellione, e gli ebrei si ribellavano in continuazione perché erano certi che sarebbe sorto un messia liberatore politico che li avrebbe resi "creditori di tutti e debitori di nessuno"), ci fu la distruzione del Tempio di Gerusalemme (dove si offriva il sacrificio annuale che oggi definiamo "antica alleanza") iniziò la "diàspora", la dispersione degli ebrei nei vari paesi del mondo, e progressivamente le Scritture (la Toràh) furono sostituite dagli insegnamenti dei maggiori rabbini (Talmùd).
Gli ebrei che all'epoca risiedevano a Roma avevano comunque già una certa influenza politica ed economica, visto che la fissa di diventare "creditori di tutti e debitori di nessuno" li aveva indotti a prestare denaro a strozzo, attività che poi hanno fatto per i millenni successivi (tanto più che nella loro morale il truffare un goy, un non ebreo, non era considerabile peccato, perché i goyim sono "animali parlanti", secondo il Talmùd.
Gli ebrei tentarono ripetutamente di ricostruire il Tempio - edificato, secondo la tradizione, sulla "roccia di Abramo", dove Abramo stava per sacrificare il figlio Isacco: cioè il Tempio non può essere ricostruito altrove, nemmeno a 50 metri di distanza: deve stare proprio lì… e "lì", adesso, c'è tuttora la Moschea del sultano Omar.
Ma ad ogni tentativo di ricostruzione, crisi economiche, terremoti, e talvolta persino strani prodigi, impedirono la ricostruzione. Giuliano l'Apòstata, l'imperatore che aveva rinnegato il cristianesimo, fornì aiuto agli ebrei per la ricostruzione, che fallì di nuovo, e da allora fino a praticamente oggi non sono stati fatti ulteriori tentativi.
Dato che "fra ebrei ci si aiuta" (ma l'ebraismo "non è una religione: è un'etnia", per cui è tipico vedere ebrei atei, ebrei ortodossi, ebrei poco praticanti, eccetera), e dato che i goyim possono essere truffati, nel corso dei secoli l'attività usuraia è decollata. Con la guerra dei cent'anni, col re inglese che chiedeva finanziamenti, gli ebrei inventarono il credito frazionale: prestarono soldi che non avevano in cassa.
All'epoca dell'unità d'Italia era comune avere un frazionale di 1/3: il banco di Napoli, per ogni 10 kg d'oro detenuto nei forzieri, emetteva assegni (valuta) per un controvalore di 30 kg. Il credito frazionale "funziona" solo perché non tutti vanno contemporaneamente a ritirare i propri risparmi. Se ci fosse la "corsa agli sportelli" a ritirare i soldi, solo una frazione dei clienti recupererebbe i propri averi; gli altri… buonanotte al secchio.
L'invasione d'Italia servì anche (non "solo", non "principalmente", ma "anche") perché le banche piemontesi erano molto più esposte (frazionale di 1/6) e quindi mettere le mani sul banco di Napoli significava allontanare il rischio di fallimento.
Oggi con tecnologie informatiche, i frazionali "consigliati" sono 1/8 (basso rischio) e 1/9 (normale), forse qualche banca italiana veleggia su 1/10. I "paradisi fiscali" hanno frazionali esagerati, 1/20 o peggio, per cui il fallimento di una banchetta in un paradiso fiscale (una "corsa agli sportelli") provocherebbe uno scatafascio pazzesco. Per questo i paradisi fiscali fanno di tutto per riciclare denaro sporco (i criminali amano spendere, non amano far sparire i propri soldi).
Ovviamente un istituto che ha un frazionale di 1/8 significa che:
- che se depositi 100, ti daranno lo 0,25% di interesse
- ma i tuoi 100 vengono prestati 8 volte, cioè prestano 800, tipicamente al 5-10% di interesse
- quindi a te danno 0,25 ma coi tuoi 100 hanno guadagnato 80
- risultato: 80-0,25 = 79,75 alla facciaccia tua
- e la legge dice pure che i soldi in banca non sono "tuoi": sono della banca, che ti garantisce un credito equivalente a quella cifra
Un sistema del genere poteva essere concepito solo da (((certuni)))…
Scusate la logorrea ma il vino mi ha reso logorroico.