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 No.236085

Che genere di pene bisogna avere per soddisfare una bangla?

 No.236088

Uno protetto dalle malattie.

 No.236099 RABBIA!

>>236085

ma quella è SLOPPA AI e pure malfatta

 No.236100 RABBIA!

>>236085
un'intera fabbrica di RAM è morta per questo

 No.236101

>>236085
Quella poltrona in alto a sinistra con il cuscino di pelle nero costa 7000€.

 No.236103

>>236099
>>236100
Non è IA. La modella è Numi Zarah.

 No.236104

>>236101
Mi pare qualcosa di più, c'è pure il poggiapiedi.
I pezzi non replica mi pare fossero sui 35k.

 No.236191

File: 1784627618498.png (2.08 MB, 1376x768, Gemini_Generated_Image_wra….png)

PORCODIO, DATEMI UNA BANGLA SUBITO

Lancio un accorato appello al Pres. della Rep. Sergio MATTARELLA affinché renda tutti i matrimoni combinati NULLI e ILLEGALI così che anche gli anon possano beneficiare della compagnia di una bangla tutta per sé.

 No.236203

>>236191
Da quando gemini fa queste immagini laide?

 No.236207

>>236104
Seh, milioni.
Se vai nei negozi di arredamento di design te la cavi con 5k, forse meno con qualche sconto.
E' comunque tantissimo se pensi che ci devi solo poggiare il culo e non è nemmeno così comoda.

 No.236214

>>236207
le repliche con il poggiapiedi stanno intorno a 10k se ci pensi un attimo a caricarci il triplo con stronzate tipo "serie limitata originale numerata" non è una cosa tanto assurda.
Comunque i prezzi che ho risalgono a qualche anno fa: Magari nel frasttempo si sono dati una ridimensionata o la gente ha semplicemente finito i soldi. (come Divani & Divani che prima ti facevano pagare una poltrona come un'automobile).

Alla fine tanto o poco dipende solo da quanti soldi hai da spendere e avere qulacosa che i plebei non possono permettersi è sempre un plus.

 No.237238

File: 1785266100136.png (1.67 MB, 1024x1024, Gemini_Generated_Image_ifg….png)

Mi chiamo ##### e abito nello stesso appartamento da quando ero ragazzino. Il palazzo è cambiato parecchio: una volta c’erano quasi solo italiani, poi piano piano è arrivato di tutto. Negli ultimi anni si è riempito di famiglie straniere, soprattutto al pianterreno e nel blocco B. L’ultima arrivata è una famiglia dal Bangladesh, circa un mese fa. Li incrocio ogni tanto sulle scale, salutiamo con un cenno.

Quel pomeriggio ero giù in garage a trafficare con la moto quando sento una voce femminile un po’ incerta: «Scusa… signore? Per favore?»

Mi giro e vedo la figlia più grande. Sarà sui venticinque, capelli neri lunghi legati in una coda disordinata, pelle scura e liscia, occhi grandi e un po’ timidi. Indossa una maglietta semplice bianca con una stampa sbiadita e un paio di shorts di jeans che le arrivano a metà coscia. Ai piedi ha delle ciabatte di plastica rosa. Vestiti normali, occidentali, niente di particolare, ma addosso a lei sembravano più aderenti del necessario.

«Mia lavatrice… non funziona. Acqua non esce bene. Papà dice chiedere a te, se puoi guardare.» Parlava italiano in modo stentato, con accento marcato, ma si capiva.

Immaginai subito che il padre l’avesse mandata perché io ero quello “del palazzo che sa aggiustare le cose”. Feci spallucce. «Va bene, fammi vedere.»

La seguii nel loro box. La lavatrice era vecchia, di quelle a carica frontale. Iniziai a smontare il filtro, controllare le tubature, pulire il cestello. Lei stava lì accanto, un po’ in imbarazzo, spostando il peso da una ciabatta all’altra. Mentre lavoravo le chiesi come si chiamava, da quanto erano in Italia, cose così. Rispondeva a monosillabi, sorrideva timida. Ogni tanto si chinava per passarmi uno straccio e io non potevo fare a meno di notare le curve sotto la maglietta e il modo in cui gli shorts le stringevano i fianchi.

Ci misi una buona mezz’ora. Svitai, soffiai, rimontai, feci un paio di prove a vuoto. Alla fine l’acqua usciva regolare e la centrifuga girava senza rumori strani.

«È tutto a posto ora,» dissi alzandomi e pulendomi le mani su uno straccio.

«Grazie mille!» fece lei, visibilmente sollevata. Poi, dopo un secondo: «Cosa ti devo?»

«Niente, figurati. È stata una sciocchezza.»

Insistette. «No, no. Devi prendere qualcosa.»

Scossi la testa, ma lei non mollava. Dopo qualche secondo di silenzio imbarazzato disse: «Girati, per favore.»

Obbedii, perplesso. Sentii il fruscio leggero dei vestiti, il rumore secco delle ciabatte che venivano tolte e poi rimesse. Pensai mille cose in quei pochi istanti: che volesse darmi dei soldi di nascosto, che stesse cercando un regalino in borsa, che magari volesse farmi vedere una macchia sui vestiti per chiedermi un altro parere. Roba stupida, lo so.

«Fatto. Puoi girarti.»

Mi voltai.

Era di nuovo vestita esattamente come prima, ciabatte ai piedi, coda un po’ più spettinata. Ma teneva le braccia tese verso di me. Tra le mani stringeva un paio di mutandine di cotone bianco, ben aperte, infilando le dita nei due buchi per le gambe e tirandole come per mostrarmi la misura. Il tessuto era ancora caldo, leggermente umido al centro. Si vedeva chiaramente la parte interna, quella che fino a poco prima era stata premuta contro la sua figa: una macchia scura di umidità proprio nella zona del cavallo, con qualche pelo pubico nero arricciato rimasto attaccato al bordo. Le mutande erano semplici, di quelli economici, ma l’idea che se le fosse appena tolte lì davanti a me mi fece andare il sangue tutto in un punto.

Rimasi a bocca aperta, letteralmente.

«Prendi,» disse lei con naturalezza. «È in pegno. Così non dici a nessuno che abbiamo chiesto aiuto e non pagato. È giusto.» Niente sorrisi maliziosi, niente tono sexy. Solo una cosa pratica, come se fosse la cosa più normale del mondo.

Ero esterrefatto. Balbettai qualcosa tipo «Ma no, davvero, non serve…» ma lei continuava a porgermele con insistenza. Alla fine, senza sapere che altro fare, le presi. Erano ancora tiepide.

«Grazie ancora,» disse lei, come se mi avesse appena dato un caffè. Fece un piccolo cenno con la testa, si girò e se ne andò verso le scale, ciabatte che sbattevano sul pavimento.

Rimasi lì nel garage con le sue mutandine in mano, ancora caldo di lei, a chiedermi che cazzo fosse appena successo.

 No.237261

File: 1785270481237.png (1.04 MB, 1067x1080, ClipboardImage.png)

>BADULA BADONGA UGA BUGA SGUSA ZIGNORE SÌ BUANA

>MIA LAVADRIGIA ARRUBBADA NOFFUNZIONA


>IO DARE TE MUTANDE MAI LAVATE


>DOPOTUTO IO MAI FATTO SCIAMPO IN VITA MIA


>HEHEHE GHE DI ASBETAVI, UNA GHIAVATA AGGRATIS? BOVERO VERGINELLO, IO GHIAVARE SOLO BANGLADINI PUZOLENTI HEHEHE




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